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25 marzo 2011

Rubbia alla LUMSA parla delle scelte energetiche

“Il capitale umano della parte più educata della società è un fattore decisivo per la creazione di norme di condotta sociale, grazie a valori e attitudini propagate dai migliori alla società tutta intera, fortemente catalizzate attraverso la comunicazione e l’informazione”. E’ il messaggio forte – un monito ai governi e un alto riconoscimento del ruolo della stampa – del Premio Nobel, Carlo Rubbia, intervenuto ieri – su invito del Rettore, prof. Giuseppe Dalla Torre – all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2010-2011 dell’Università LUMSA di Roma.

Da parte sua il Rettore ha sottolineato come sia importante “orientare i saperi scientifici, che non possono essere ignorati da una università che vuol essere luogo di convergenza dei vari rami delle conoscenze umane”. “Ed in effetti – ha aggiunto il Rettore – in più ambiti di sapere coltivati nel nostro Ateneo il confronto con le conquiste della scienza e della tecnologia è quotidianamente presente”. E non poteva mancare, in un ateneo di ispirazione cattolica come la LUMSA, la grande ed affascinante provocazione intellettuale che “oggi, ancora più che ieri, nasce dal confronto tra fides et ratio, tra fede e scienza, nella ricerca appassionata, con intelletto d’amore, delle vie di un dialogo possibile e per noi doveroso”.

In un’Aula Magna gremita in ogni ordine di posti, il prof. Rubbia, che è anche membro della Pontificia Accademia delle Scienze ha pronunciato parole importanti sul ruolo dell’Università, della scienza e della comunicazione in un momento di forte disorientamento generale. “Dobbiamo ricostruire la fiducia nella scienza. C’è la necessità urgente – ha affermato Rubbia – di ristabilire un’apertura e un dialogo sugli argomenti più urgenti che la scienza e la società hanno oggi davanti”.

La cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico LUMSA è stata aperta dalle note del Canto degli italiani di Goffredo Mameli in onore dell’anniversario dell’Unità nazionale. Dopo il saluto del Card. Attilio NicoraIl Rettore Dalla Torre ha poi relazionato sulle attività relative allo scorso anno accademico dell’Ateneo fondato da Luigia Tincani. Successivamente è intervenuto il giovane Saverio Gravina in rappresentanza degli studenti a precedere l’intervento del Nobel Rubbia. La conclusiva e apprezzata prolusione è stata tenuta dalla prof.ssa Consuelo Corradi, ordinario di Sociologia generale con un contributo sul tema “Un vuoto d’uomini. Lo sguardo della modernità sulla bellezza”.

Su alcuni argomenti di strettissima attualità (dai rischi del nucleare alla ricerca e agli investimenti in nuove fonti di energia) il premio Nobel Rubbia ha risposto alle domande dei giornalisti in una affollatissima conferenza stampa – organizzata in collaborazione con l’Ugis, l’Unione dei giornalisti scientifici italiani – che ha preceduto la cerimonia di inaugurazione.

Nell’incontro, introdotto dal presidente dell’Ugis, Giovanni Caprara del Corriere della Sera, si è parlato ovviamente dei grandi temi dell’attualità scientifica, a cominciare dalla ricerca sul nucleare sicuro (“non esiste la sicurezza assoluta”, ha detto Rubbia, “esistono solo vari livelli di sicurezza”) e dalle politiche sulla ricerca e lo sviluppo di fonti alternative, ma si è parlato anche del ruolo della comunicazione e della cultura.

Per Carlo Rubbia, comunque, il nucleare non risolve da solo il problema energetico. Il nucleare non è “ineluttabile”, ma è una scelta che comunque spetta al cittadino. La soluzione suggerita da Rubbia per l’Italia è quella di un mix di fonti in cui il nucleare potrebbe integrarsi con l’energia geotermica, di cui l’Italia è ricca, quella del solare termico, del fotovoltaico e dell’eolico. “Bisogna trovare le soluzioni migliori a basso costo”, ma è un problema non eludibile considerando l’aumento della popolazione e dei consumi energetici. “Tocca ai governanti – ha detto il premio Nobel parafrasando un passo del “Principe” di Machiavelli – guardare in prospettiva, al domani e non solo al contingente”.

Ma il messaggio più importante del prof. Rubbia nella sua intensa giornata romana ha riguardato il ruolo della scienza, della cultura e dell’informazione nella società contemporanea.

“L’uomo – ha affermato il premio Nobel – è anche faber, cioè vuole inventare e costruire, per sé e per gli altri. E per quella che si chiama oggi tecnologia. Ma per costruire bisogna conoscere e prevedere. Da qui l’essenziale ed universale legame tra la scienza e la tecnologia, tra la conoscenza e l’invenzione”.

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