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1 marzo 2011

Smog: dopo la sigaretta, l’elemento più dannoso per la salute

Da sempre lo smog è stato ritenuto un nemico sia per l’albiente che per l’uomo. In Italia, città come Milano, Torino e Roma, per non passare in rassegna l’intero catalogo, sono da sempre state martellate dall’allarme smog.

In Lombardia e Piemonte soprattutto, sono stati presi dei provvedimenti, come la normativa sulle targhe alterne.

Dopo un’indagine dell’Istituto di biomedicina e immunologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Palermo(Ibim-Cnr), ci si è resi conto di come questi accorgimenti abbiano in minima parte cercato di migliorare la situazione.

Nuovi allarmanti dati sono stati resi noti dall’Oms: si contano fino a settemila morti l’anno in Pianura Padana. In quei territori, senza dubbio, complici di tali cifre sono anche i fumi tossici delle attività industriali e le inclementi condizioni climatiche.

L’emissione delle polveri sottili sta per raggiungere la soglia critica, quel punto di rottura in cui si spezzerebbe quell’equilibrio ambientale, adesso in bilico sul filo del rasoio.

E’ stato confermato che ogni cittadino perde in media nove mesi di vita per esposizione al particolato e alle polveri. Una cifra più che significativa.

Attraverso lo studio del Cnr di Palermo, prendendo proprio questo territorio come luogo di ricerca, è stato reso noto come quasi un ragazzo palermitano su 4 soffre di rinite allergica e congiuntivite e oltre un terzo di allergie – si legge in una nota del Cnr -. 56 su 100 dichiarano di essere esposti al fumo domestico.

Sulla base di questi dati, si contano in percentuale al 41% i danni provocati dall’inquinamento automobilistico e al fumo domestico a scapito sia dell’uomo, sempre più colpito da disturbi alle vie respiratorie, sia dell’ecosistema.

La situazione è molto delicata e riguarda l’Italia e i suoi cittadini in primo piano. Servirebbe un piano ambientale di tutela per l’uomo e per l’ecosistema in grado di abbassare al disotto della soglia critica le emissioni di tossine e monitorarle costantemente.

Amsterdam e le sue piste ciclabili sono un ottimo esempio di vita sana e di rispetto per l’ambiente. Aumentare le zone verdi all’interno delle città sarebbe un’altra idea. Tuttavia, adottare un solo rimedio per cercare di risolvere una situazione portata ormai ai limiti del reale è un inutile azione tappa buchi.

E’ assolutamente necessario prendere tutti gli accorgimenti possibili e varare ogni provvedimento utile per riprendere le redini della tutela dell’uomo e dell’ambiente.

Serena Calabrese

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