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25 marzo 2011

Università di Macerata : Per crescere sono necessarie alleanze tra atenei

“Non è possibile valutare contemporaneamente il Politecnico di Torino con l’Università di Macerata o Camerino, soprattutto se si tiene conto dell’occupabilità di un territorio”. A dirlo è stato Roberto Ciampicacigli, direttore di Censis Servizi, la società di ricerca che per conto e in collaborazione con il quotidiano “La Repubblica” ha condotto uno studio statistico sugli atenei italiani sfociato nella pubblicazione di una delle più importanti guide all’università. L’occasione è stato l’incontro organizzato dall’Università di Macerata: questa mattina in Aula Magna, Ciampicacigli ha, infatti, spiegato le linee guida e i risultati della classifica che vede l’Ateneo maceratese all’ottavo posto tra i medi atenei.

“La classifica del Censis tiene conto della diversità di dimensioni e variabili che caratterizzano il sistema universitario” ha commentato il rettore Luigi Lacchè, ricordando il processo volto al miglioramento del sistema intrapreso dall’Unimc attraverso la certificazione Iso, il bilancio sociale e, ora, il sistema Caf, sponsorizzato dalla Conferenza dei rettori italiani, volto a fornire strumenti validi ed efficaci per la programmazione, il governo e il controllo della gestione.
Ciampicacigli, in particolare, è stato positivamente colpito dalla sinergia instaurata tra le Università di Macerata e di Camerino attraverso l’accordo di programma. “Troppi atenei con troppe sedi non permettono di fare massa critica. Bisogna ricorrere a politiche di alleanza. E’ inutile duplicare un corso di laurea a 50 chilometri di distanza l’uno dall’altro, costerebbe meno mettere a disposizione un autobus navetta. La missione di una università non è fare economia del territorio, ma trasferire saperi”, ha detto, sottolineando come la frammentazione indebolisce anche su un altro importante fronte, quello del’internazionalizzazione.

Come si ricorderà, l’Università di Macerata, relativamente all’anno accademico in corso, si era classificata all’ottavo posto in Italia tra i medi Atenei, quelli che hanno tra i 10 mila e i 20 mila iscritti, al di sopra di Università blasonate come quelle di Udine, Urbino, Ca’ Foscari e Ferrara, e a pochi punti percentuali di distanza dagli Atenei di Brescia, Ancona, arrivata sesta, e Modena Reggio Emilia.
In particolare, per Unimc era migliorata la valutazione dei servizi offerti agli studenti, passata dai 78 punti dell’anno precedente agli 82 attuali, e delle strutture didattiche e scientifiche, da 98 a 107, per le quali l’Ateneo maceratese rientra tra i migliori tre della sua stessa categoria. Anche per i servizi erogati tramite il web l’Università fa parte del top dei medi atenei con 101 punti. Lusinghiera, infine, la valutazione ottenuta per l’internazionalizzazione, una voce inserita quest’anno per la prima volta all’interno della classifica, che ha ottenuto ben 83 punti.

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