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30 marzo 2011

Università di Salerno : Gravissimo attacco al personale T/A e docente

La presente nota riassume le posizioni USB
che saranno portate in discussione all’assemblea dei lavoratori insieme all’ipotesi di Contratto Collettivo
Integrativo 2011 che è stata presentata alle rappresentanze sindacali dal Prof. Antonio Piccolo, dal Dott.
Giuseppe Paduano e dalla Dott.ssa Chiara Turco.

1) USB, negli incontri politici avuti con l’amministrazione, visto il selvaggio attacco al salario e alla
dignità dei lavoratori imposto da norme e accordi nazionali (avallati con la complicità di altre O.S.), si è
resa disponibile a siglare un CCI che non peggiorasse di 1 (uno) euro il precedente contratto integrativo
2009, non firmato da RdB/USB. Inoltre, USB si è resa disponibile a siglare un CCI che migliorasse
l’impianto normativo a vantaggio dei lavoratori e per il miglioramento di tutte le attività, tecniche ed
amministrative a supporto della ricerca e della didattica dell’Ateneo di Salerno.

2) Nell’ipotesi di CCI 2011, il totale delle risorse del fondo accessorio risulta: ! 1.858.874,00.
Nel CCI 2009 (in vigore anche nel 2010) risulta:
Art.3-Definizione delle risorse finanziarie:
1. Le parti prendono atto che, relativamente all’anno 2009:
a) il fondo per le progressioni economiche e la produttività collettiva e individuale, costituito
ai sensi dell’art. 87 del CCNL 16.10.2008, certificato dal Collegio dei Revisori e iscritto nel
bilancio di previsione 2009, ammonta a ! 2.114.264,00;
b) in applicazione di quanto disposto dall’art. 67 del D.L. n. 112/2008, convertito nella L 6
agosto 2008 n. 133 (riduzione del 10% rispetto al limite del fondo 2004), lo stanziamento
effettivamente utilizzabile ammonta a ! 2.054.988,00.
Fatta la differenza si propone quindi ai lavoratori una riduzione totale di ! 196.114,00 ( 9,54%)

3) Nel testo presentato si tiene conto dell’Intesa Governo e parti sociali del 4 Febbraio 2011, la cui
validità è controversa vista la mancata ratifica di OO.SS. maggiormente rappresentative come USB,
CGIL, CISAL, etc … che non permetterebbe ai firmatari di superare il 50%. Pertanto ancora più
criticabile è la menzione della Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della
Funzione Pubblica DFP n.1 del 17.2.2011, che non è, nè può essere assunta come fonte di diritto. Inoltre
abbiamo ricordato al tavolo che il CCNL è pienamente vigente e che, nonostante gli sforzi e gli affanni
del ministro Brunetta e dei sindacati suoi complici, la sua legge (D.Lgs. 150/09) non si applica se non
recepita dal CCNL, come hanno dimostrato numerose sentenze che hanno visto soccombere
amministrazioni pubbliche troppo smaniose di dimostrare la loro efficienza contro i lavoratori.

4) Nel testo si fà riferimento all’avvio, parzialmente realizzato (?), di un “processo di profonda ed
articolata riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato amministrativo di Ateneo, che
comporta maggior onere lavorativo per tutto il personale tecnico amministrativo”. Proprio questo
processo (condiviso da CGIL, CISL e UIL) è fonte di una durissima contestazione che USB sta
promuovendo, visto che, oltre al grandissimo disagio e frustrazione che stanno subendo i lavoratori, esiste
nell’Ateneo una forte ed estesa critica proveniente da parti importanti della comunità universitaria. In
queste ultime settimane USB ha ampiamente pubblicizzato la sua contestazione (con documenti,
assemblee e comunicati ripresi dalla stampa). E’ una contestazione che proviene dai lavoratori (tecnici ed
amministrativi, di categoria B, C e D) che sono stati esclusi dalla definizione, costruzione e
programmazione del processo in atto e che risulta essere un processo palesemente forzato senza la
necessaria e doverosa condivisione di chi è chiamato a metterlo in pratica. Sono i lavoratori a dire che è
stata mortificata la loro dignità e professionalità. Sono i lavoratori a segnalare l’aumento spropositato dei
carichi di lavoro come ammette l’Amministrazione nel testo dell’ipotesi CCI 2011. USB coglie
l’occasione di questa nota per stigmatizzare e condannare i tentativi di attribuire ogni colpa al personale
tecnico-amministrativo, del caos e stallo funzionale in cui sono precipitati i dipartimenti dell’Ateneo.
Pertanto, sebbene auspicabile e desiderato ogni tipo di aumento salariale, i 34,00 ! lordi al mese in
aggiunta al precedente valore dell’ex art. 41, appaiono un’ulteriore offesa più che un riconoscimento visto
che, di fatto, sono una diversa distribuzione di soldi che già appartengono ai lavoratori come totale
(tagliato) del fondo accessorio per l’anno 2011. USB accetta questi 34,00 ! lordi al mese come acconto
del maggior avere.

5) Nella riunione in oggetto, si è parlato di residuii del fondo accessorio non spesi nel 2010. Abbiamo
ricordato come negli ultimi anni più volte USB ha chiesto invano il consuntivo del fondo affinchè, questi
soldi che appartengono ai lavoratori, potessero essere ricontrattati anno per anno e ridistribuiti al
personale, piuttosto che diventare flusso di economia nel bilancio generale. Abbiamo chiesto che questi
residuii 2010 siano certificati, contratti ed erogati; abbiamo ricordato, come abbiamo fatto più volte in
passato, che queste sono informative dovute alle OO.SS e di come queste informazioni, insieme allo stato
dell’occupazione e la programmazione triennale, per esempio, siano essenziali per una vera, corretta e
trasparente contrattazione. Temiamo che, al di là di ogni buona intenzione (?), il comma 2 dell’art. 4 del
testo dell’ipotesi CCI 2011 – Gli stanziamenti sopra indicati, come riportati nei seguenti articoli sono
efficaci esclusivamente per l’anno 2011 – certifichi la determinazione di un emolumento “una-tantum”
più che un contratto collettivo integrativo. Infatti dal primo gennaio 2012 il personale T/A dell’Università
di Salerno non potrà essere garantito da un contratto integrativo in vigore come è stato nel 2010 e in
questa prima parte del 2011.
Sulle progressioni orizzontali, c’è stato un vivace dibattito teso a smontare una nostra proposta semplice
che, partendo da quanto impone l’ultima finanziaria (art. 9, comma 21, Legge 122/2010 – le progressioni
di carriera comunque denominate, eventualmente disposte negli anni 2011, 2012, 2013 hanno effetto,
per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici), chiedeva una selezione di progressioni orizzontali a
costo zero, da incassare se e quando sarà sbloccata la contrattazione nazionale. Il ragionamento, bloccato
a detta dell’Amministrazione da norme di contabilità (?)1, và integrato con il fatto che nei prossimi anni
avremo ulteriori pensionamenti, niente assunzioni e dal fatto che tutte le progressioni (orizzontali e
verticali) dei fortunati pensionati2, dovrebbero essere recuperate nel fondo accessorio. Fermo restando che
le acrobazie contabili, chissà perchè, penalizzano sempre e solo i lavoratori, abbiamo ricordato che anche
la norma del tetto 2010 (art. 9, comma 1, Legge 122/2010 – per gli anni 2011, 2012 e 2013 il
trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso
il trattamento accessorio…non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per
1 Nel CCI di Verona stipulato il 22 febbraio 2011 sono state definite le PEO a costo zero per gli anni 2011/2013 – vedi allegato –
2 fortunati perchè non “tagliati” dalla riforma Dini (Legge 335/1995): vanno in pensione con il sistema interamente retributivo.
USB – Unione Sindacale di Base
Università degli Studi di Salerno
l’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse
le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno…), è
una norma che richiama ad un trattamento ordinariamente spettante che può chiaramente cambiare se
cambia ruolo/funzione/incarico del dipendente. Basta pensare ad un affidamento di responsabilità o altro.
La domanda sorge spontanea: siamo o non siamo già avviati in un processo di profonda ed articolata
riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato amministrativo di Ateneo? E allora: come mai
alcune acrobazie, verificate e approvate dai Revisori dei Conti di turno, riescono solo in determinati
contesti e raramente per un bene comune e colletivo come quello di un contratto d’Ateneo che ha effetto
su tutto il personale T/A?

6) Indennità di responsabilità ai sensi dell’art. 91, commi 1, 2, 3 e 4, CCNL 16.10.2008.
Niente cambia nel testo dell’ipotesi CCI 2011. Questo non è accettabile. Proprio perchè siamo al cospetto
di un “processo di profonda ed articolata riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato
amministrativo di Ateneo, che comporta maggior onere lavorativo per tutto il personale tecnico
amministrativo”, non si può più rimandare ad un documento sottoscritto tra le parti in data 28 settembre
2004. Sono passati 7 anni e con gli anni, tanta, tanta acqua è passata sotto i ponti. Quindi, stendendo un
velo pietoso sul passato, modalità, criteri e principi di attribuzione degli incarichi di responsabilità, vanno
ridiscussi e ricontrattati perchè oggi non sono sicuramente adeguati a quanto ci si propone per il futuro.
Non chiediamo la luna ma solo equità, oggettività e trasparenza volte a valorizzare le professionalità
acquisite, quelle maturate e quelle dimostrate in anni e anni di servizio prestato con abnegazione e
diligenza. Tutto quanto detto a maggior ragione se dalle responsabilità dipendono obiettivi sempre più
ambizionsi e prestigiosi per l’Ateneo. Sono troppe? Troppo poche? Pagate male? Dobbiamo dare risposte
ad una discussione, ad un profondo disagio, a disparità di trattamento che vanno avanti da troppo tempo.

7) Cancellate le progressioni economiche orizzontali (PEO), per cui niente viene regalato sul versante
economico, nulla cambia nel resto del testo dell’ipotesi CCI 2011. Forse è proprio questo, prima ancora
della questione delle responsabilità, che rende inaccettabile, nel metodo e nei contenuti, questa
contrattazione 2011 che ci auspichiamo sia solo all’inizio. Noi riteniamo che per le organizzazioni
sindacali (?), per le RSU e per i lavoratori tutti, quella di oggi potrebbe diventare un’occasione per
arginare in ambito locale, per quanto possibile, l’infame blocco del CCNL fino al 2014 che, ricordiamolo,
con la concertazione “inventata” nei primi anni ’90, è diventato un parziale recupero posticipato
all’inflazione. Proprio quell’inflazione che in questi ultimi mesi è in ripresa oltre il 2% e che, unita ai
continui aumenti del costo della vita, in pochi anni, porteranno i lavoratori dipendenti a perdere un
10/15% reale di potere d’acquisto. Se il nostro auspicio dovesse andare deluso, se viene confermato ciò
che si è detto in conclusione di riunione e cioè che il testo presentato è immodificabile, allora, ancora una
volta, saremo costretti ad assistere, senz’appello, ad un’ennesima mortificazione dei lavoratori e della loro
contrattazione.

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