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25 marzo 2011

Università di Salerno : Seminario 3 marzo ‘44

Martedì 29 marzo 2011, presso il Teatro di Ateneo dell’Università di Salerno a Fisciano, alle ore 10:30, sarà presentato il documentario etnografico sulla tragedia del treno 8017 denominato “3 marzo ‘44” a cura di Vincenzo Esposito, docente di Antropologia culturale, dopo i saluti da parte del Magnifico Rettore Raimondo Pasquino, del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Luca Cerchiai, del Direttore del DISPAC Mauro Menichetti, del docente responsabile del Teatro di Ateneo Isabella Innamorati, del Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione Annibale Elia, del Direttore dell’ICATT Rita Romano e del Sindaco di Balvano Costantino Di Carlo. L’incontro, introdotto dalla docente di metodologia delle Scienze sociali Bianca Arcangeli e dal docente di Storia della Governamentalità Vittorio Dini, proseguirà con la performance culturale “Treno 8017. Dalla memoria al ricordo” a cura di Pino Turco con i detenuti dell’ICATT con la collaborazione di Paolo Garofalo. Le conclusioni saranno affidate al docente di Storia del Cinema Pasquale Iaccio.

Il filmato propone una contestualizzazione sociale, ambientale, culturale del più grave incidente ferroviario d’Europa avvenuto al treno merci 8017 nella Galleria delle Armi a Balvano, in cui morirono circa seicento persone. L’antropologo Esposito definisce il documentario “come un lavoro etnologico audiovisivo sulla memoria e sulla costruzione di un ricordo: in altre parole, ci si trova di fronte a una vicenda che è diventata, per molti, una tradizione in senso antropologico: un «ricordo» che ci indica chi siamo oggi e chi eravamo ieri”. Il lavoro deriva da una lunga ricerca che si è svolta sul campo, raccogliendo dalla viva voce degli informatori le maggior parte delle notizie utili a ricostruire il contesto nel quale si svolsero le drammatiche vicende che racconta, in particolare attraverso il punto di vista di Vincenzo Pacella, allora giovane militare italiano in attesa di destinazione dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43, di Ugo Gentile, giovanissimo capostazione di Baragiano e di Vincenzo Francione, figlio di una delle vittime dell’incidente. La seconda guerra mondiale fece da cornice ai fatti del treno 8017 col suo inumano carico di strazio, morti, miseria, bombardamenti, distruzione, follia politica, macerie materiali e morali.

La ricostruzione e l’interpretazione del contesto è avvenuta attraverso una tecnica narrativa squisitamente antropologica, quella del collage. Un contributo capace di presentare simultaneamente – per la specificità del mezzo tecnico e del suo linguaggio – materiali e documenti che, per loro «natura», sembrano eterogenei e forse incomparabili: testimonianze, pagine di libri, sequenze cinematografiche, canzoni scritte per ricordare, fotografie d’epoca. Materiali e documenti che invece – grazie al linguaggio del medium, alla tecnica del montaggio in particolare – messi insieme si disambiguano e forniscono un nuovo, possibile senso a ciò di cui già sono interpretazione, narrazione, descrizione, rappresentazione.

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