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19 aprile 2011

“Il grande saccheggio”: discussione su liberismo e crisi del sistema economico all’Università di Salerno

L’Ateneo salernitano ha ospitato la presentazione dell’ultimo libro di Piero Bevilacqua, professore di Storia Contemporanea presso l’Università di Roma. L’Università degli Studi di Salerno ha presentato “Il grande saccheggio”, un saggio sulla crisi del sistema economico internazionale.Il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno ha ospitato un dibattito accademico attorno al saggio del prof. Piero Bevilacqua “Il grande saccheggio”, dedicato all’analisi della crisi economica degli ultimi anni.

Nell’aula dei Consigli di Facoltà, lo scorso 19 aprile, il Direttore del Dipartimento, prof. Annibale Elia, ha salutato a nome dell’Università i convenuti ed ha dichiarato aperto il dibattito: alla discussione hanno partecipato l’autore del saggio, il prof. Piero Bevilacqua (Università di Roma), il prof. Floro Caroleo (Università di Napoli – Parthenope), il prof. Roberto Gerundo (Università degli studi di Salerno) e il prof. Gennaro Iorio (Università degli studi di Salerno), moderati da Raffaele Rauty.

Nel suo ultimo lavoro, “Il grande saccheggio”, il prof. Bevilacqua ha voluto esprimere un forte scetticismo nei confronti del sistema economico mondiale, nel quale intravede i segni di una crisi profonda e difficile da gestire :«Dovrebbe apparire chiaro che non ci sarà ‘ripresa’ e che non è il caso di aspettarla. Godot non arriverà. Oggi dovrebbe apparire evidente una realtà elementare: occorre travalicare i confini della cultura economica che ha generato la crisi, per comprendere che non si è verificato un semplice guasto. Non è una ammaccatura della carrozzeria. È il motore, il cuore della macchina, che è bloccato dalla ruggine e non ce la fa più.».

La presentazione del saggio del prof. Bevilacqua e la discussione che ne è scaturita hanno evidenziato gli effetti negativi del liberismo selvaggio degli ultimi anni: il saccheggio, cui fa riferimento il titolo del saggio, è la metafora di una sopraffazione economica, giustificata dai principi che riconoscevano nel mercato l’unico regolatore finanziario. La stessa politica, secondo il prof. Bevilacqua, si è assoggettata a questo sistema, assumendone alcune caratteristiche: un esempio riportato dall’autore è il proliferare del populismo e l’emersione di capi che ricavano il loro carisma quasi esclusivamente dalla loro capacità di comunicare, dalla qualità del sorriso, dalla simpatia che riescono a sprigionare, come se fossero diventati semplici venditori di un prodotto.

Secondo il prof. Bevilacqua la crisi economica, esplosa nel 2008 e tuttora in corso, non è semplicemente il frutto di una speculazione finanziaria finita male per assenza di regole. È invece il segnale di ‘una crisi di sistema’ che si esprime in una gigantesca disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e in una organizzazione della società che non corrisponde più alle potenzialità produttive del capitalismo del nostro tempo. Pensare di ‘uscire dalla crisi’ con la semplice regolamentazione dei mercati finanziari è un’illusione, afferma il prof. Bevilacqua: occorre riorganizzare interamente la società e gli stili di vita delle persone.

Pasqualino Guidotti

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