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6 aprile 2011

La scrittrice israeliana Savyon Liebrecht all’Unical

L’immane tragedia dell’eccidio degli ebrei, perpetrato dai nazsti, è un ricordo ancora vivo nella memoria collettiva , un orrore senza fineL’ immane tragedia dell’ eccidio degli ebrei, perpetrato dai nazsti, è un ricordo ancora vivo nella memoria collettiva, un orrore senza fine che ha segnato un punto di svolta nella storia dell’ Occidente suscitando sdegno, inducendo riflessioni dolororse e aspre sulla presunta civiltà dell’uomo moderno.

La Shoah e l’ influsso di questo triste evento sulal cultura ebraica, è stato il filo conduttore, degli incontri con la scrittrice israeliana Savyon Liebrecht, autrice di due libri avvincenti e di successo, “Prove d’Amore” e “Le Mele del Deserto”. Incontri avvenuti presso la sala stampa dell Università della Calabria in Arcavacata di Rende, lo scorso venerdì 1 aprile.

ll primo seminario ha avuto inizio alle 11.30 con i saluti del Preside delle Facoltà di Lettere e di Scienze Politiche, Guerino d’Ignazio. Subito dopo si è tenuta, alla presenza di molti studenti universitari, una tavola rotonda moderata dal Prof. Paolo Coen, ideatore e organizzatore dell’evento insieme ai Prof.ri Francesco Bossio, Alessandro Gaudio, Bruna Mancini e Giovanna Vingelli.

Il secondo seminario, dalle 15.00 alle 17.00, realizzato con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria è iniziato con i saluti del Prof. Manlio Gaudioso, del Prof. Giuseppe Spadafora e della Dott.ssa Angela Riggio, Direttore Coordinatore dell’Ufficio III dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria.

È seguito un incontro con la scrittrice, nel quale è stato affrontato un altro importante tema della giornata, ossia l’esperienza vissuta dalle generazioni di ebrei vissuti dopo il dramma dell’Olocausto. La scrittrice israeliana, ha risposto ad alcune domande poste dai presenti. Prezioso contributo il suo, poiché l’intellettuale israeliana, è un punto di riferimento, una testimone vivente della seconda generazione di sopravvissuti alla Shoah. Nella giornata di Sabato prima di ripartire per Roma, la Liebrecht ha visitato il campo di sterminio di Ferramonti, vicino Tarsia, accompagnata dal Prof. Carlo Fanelli e dal Direttore del Museo, Francesco Panebianco.

Un’ iniziativa di enorme rilievo, per diverse ragioni. Anzitutto, attraverso eventi di questo tipo, si mantiene ben saldo il legame con il passato, si ricorda il ruolo fondamentale della memoria. Ricordare ciò che è accaduto è fondamentale, per evitare che ciò che è accaduto nona accada mai più. Inoltre, in un’ epoca come la nostra, in cui in certi meandri della società, si assiste al riemergere di rigurgiti razzisti.

Se si ricorda, come è nato il movimento anti ebraico nazista, appare evidente come tali rigurgiti possano preparare il terreno per una nuova Shoah, magari con protagonisti diversi, con vittime diverse, ma terribile nel suo accadere. Infine, il rilievo dell’iniziativa, sta nel fatto che siano stati coinvolti giovani e giovanissimi, sono loro ( noi) che dobbiamo evitare il perpetrarsi di eventi così terribili. Per impedirli, occorre informarsi e tenersi pronti.

Vincenzo Amone

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