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21 aprile 2011

L’università come forza motrice per la scoperta, la catalogazione e la gestione degli attrattori culturali

Oggi il ministero dei Beni culturali nn sa rispondere a domande semplici e puramente legate alla catalogazione, il che appare sintomatico di un’attività locale di montoraggio quasi dormiente o inesistente. Come si fa a valorizzare il territorio se non si conosce in modo esatto cio’ che esiste ma che resta chiuso o abbandonato dalle realtà locali?
Il totale delle Risorse Finanziarie del POR FESR Campania per il periodo 2007/2013 ammonta ad € 6.864.795.198. Tali risorse derivano da tre fonti di finanziamento: risorse dell’Unione Europea, per una quota pari al 50%; risorse del contributo nazionale, per il 35%; risorse derivanti dal contributo regionale, per il restante 15%.
Questa dotazione finanziaria è stata destinata al raggiungimento dei target di sviluppo con una ripartizione delle risorse distinta per i sette Assi prioritari d’intervento e quella a cui sono stati destinati più fondi è proprio: l’asse 1 “Sostenibilità ambientale e attrattori culturali e turistici” .

La spesa in cultura deve aumentare almeno dallo 0,37% all 1% o al 3,5% come in Francia, Spagna o Portogallo, investendo in infrastrutture, cominciando ad assumere più personale che abbia le competenze classiche (archeologi architetti, chimici, ecc.) e quelle nuove (responsabile per lo sviluppo, del sito web, ufficio stampa e pubbliche relazioni, seguendo le linee dettate dalla Carta Nazionale delle Professioni Museali).

L’inesistenza del turn-over del personale ha reso i lavoratori dell’arte allo stato d’oggi degli zombie..Il ministero dei beni culturali attualmente non sa dare un numero preciso di quanti siano i beni culturali, storico-artistici, archeologici, paesaggistici. Iniziamo allora da ogni singola regione una schedatura certosina delle bellezze paesaggistiche, catalogarle e inviare dati esatti al Mi.bac. (a dir la verità questo in altre regioni già viene fatto), In Campania il discorso è sempre un pò diverso, anzi no è proprio diverso.

Le università dei cinque capoluoghi di provincia dovrebbero unirsi a mio avviso per pretendere dalla regione i fondi o quanto meno essere tra le prime a beneficiarne e iniziare questa ricerca dei beni sul territorio attivando all’occorrenza una vera protesta contro le consulenze esterne di cui troppo spesso la regione si avvale ; non chiedendo invece supporto, aiuto e professionalità ai giovani neolaureati e ai ricercatori di tale settore cosi mal curato:la cultura.

Rossella Dello Iacono

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