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22 aprile 2011

Savyon Liebrecht all’Università della Calabria

Savyon Liebrecht è una donna dinamica e ancora giovane, con quel fascino istoriato tipico della sua stirpe, è una donna che racconta sé stessa, e un universo creativo che affonda le sue radici nella Storia. La storia di un popolo che inizia col mondo e che si perde due generazioni prima di lei nel sapore acre del sangue per poi ritrovarsi, non senza fatica, in un paese pieno di contrasti e in un etnòs dalla cultura ancora viva e meravigliosa. L’intento delle opere di Savyon Liebrecht è forse davvero quello di riprendere il filo laddove si spezza e farlo vorticare fino al presente, attraverso gioie e dolori profondi, suggestioni e magie di una tregua, in un percorso verticale, senza tempo. Il tutto guardando al passato e alla miseria umana insita nell’olocausto con grande saggezza, quella che al contrario solo il tempo che altri hanno visssuto per te può regalare.

Tutto questo emerge dalla Conferenza tenutasi nell’ Aula Magna dell’Univerità della Calabria di cui Savyon Liebrecht è stata ospite. Autrice di “Prove d’Amore” e ” Le mele del Deserto” e conosciutissima in Israele la scrittrice sta conquistando il grande pubblico attraverso la luminosità delle sue Storie e al contempo la loro impronta ancestrale. Traspare attraverso di esse l’enorme ma trasmutabile peso di una immane tragedia vissuta attraveso i ricordi e le viscere dei propri nonni e genitori e dunque vista in modo inedito ma indelebile nei suoi risvolti sulla cultura moderna.

Ideatore del Seminario il Prof. Paolo Cohen, intervenuti i professori Alessandro Gaudio, Francesco Bossio, Bruna Mancini, Giovanna Vingelli.
La Liebrecht prima di tornare a Roma ha visitato il Campo di Concentramento di Ferramonti, vicino a Tarsia, unico nel suo genere in Calabria.


Giulia De Sensi

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