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23 aprile 2011

TV? L’ennesima prova della sua negatività

Magari non in Italia o per meglio dire, non in modo eclatante quanto in America, ma molto spesso i bambini vengono abbandonati davanti al televisore di casa, trasformandolo nella vecchia e cara balia.

Oltre alla scadente qualità del contenuto, la tv ha già collezionato numerose medaglie di demerit. Ricordiamo, ad esempio, l’asocialità che da essa deriva, il cattivo rendimentoo scolastico e la chiusura mentale, oltre alla distorsione del mondo reale.

L’Università di Sidney, attraverso uno studio condotto durante gli ultimi anni, ha rilevato un’alta incidenza da parte del piccolo schermo sui rischi cardiaci nei bambini, primi frequentatori del tubo catodico.

Rivela uno studio del Centro per la ricerca sulla vista dell’Universita’ di Sydney che, lo stare troppo tempo incollati al televisore, comporta dei danni irreversibili nel periodo infantile fino ai 6-8 anni di vita.

Esaminando le arterie dietro gli occhi di 1500 bambini di 6 anni di 34 scuole elementari è stato reso, ormai lampante, come ogni ora di tv guardata ogni giorno restringe il diametro arteriale della retina di 1,53 millesimi di mm.

Spiegando meglio la connessione fra arterie ottiche e problemi circolatori, possiamo riassumere il tutto attraverso parole di facile comprensione.

Lo sforzo provocato dalle immagini sullo schermo porta gli infanti a strizzare sempre più gli occhi, restringend così le arterie del cavo ottico.

Come ben sappiamo, ogni arteria stretta o ostruita comporta gravi problemi al sistema cardiaco, in quanto il sangue non riesce a raggiungere bene determinati cunicoli troppo stretti. Con il restringimento delle arterie ottiche, si da il via a quello che in futuro graverà sulla vaso-costrizione, affaticando maggiormente il cuore.

Serena Calabrese

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