• Google+
  • Commenta
6 aprile 2011

Università di Catania : Catania diventerà un’Eco-city?

Mercoledì 6 aprile conferenza del Progetto GraBS a Palazzo Centrale sulle Eco-cities.
E alla Cittadella l’Ateneo realizzerà un itinerario ciclo-pedonale “sostenibile”

Se le emissioni di gas serra (CO2) continueranno agli attuali ritmi, entro questo secolo la temperatura media subirà un aumento di 4°C per effetto del riscaldamento globale. Lo hanno, di recente, confermato le maggiori organizzazioni internazionali e scientifiche, ma è sufficiente riflettere sul fatto che gli effetti del cambiamento climatico sono già in atto con eventi meteorologici estremi sempre più frequenti ed estremi.
Basti pensare all’ondata di calore che nel 2003 ha provocato più di 50 mila morti in Europa, agli incendi in Russia dell’estate, alle recenti alluvioni in Australia e in Pakistan, fino a quelle – più vicine a noi – della provincia di Messina nelle ultime settimane.

Questi sono alcuni dei temi che verranno affrontati mercoledì 6 aprile, a partire dalle 9, nel corso di un convegno dal titolo “Adattare le aree urbane ai cambiamenti climatici attraverso la pianificazione” che si terrà nell’aula magna dal Palazzo Centrale dell’Università di Catania, con la partecipazione di numerosi esperti internazionali che presenteranno i risultati del progetto europeo GRaBS (un acronimo che sta a significare Green and Blue Space Adaptation for Urban Areas and Eco Towns), al quale hanno lavorato, in rappresentanza dell’Università di Catania, i professori Matteo Ignaccolo, Paolo La Greca, Alberto Fichera, Francesco Martinico e Giuseppe Inturri, specialisti in pianificazione territoriale, urbanistica, dei trasporti e dei sistemi energetici (che avranno nei giorni successivi un “faccia-a-faccia” con i propri colleghi dell’Università di Manchester sui temi di ricerca da sviluppare in comune), insieme con Etnambiente, società che opera nella Provincia di Catania.

Dopo l’apertura dei lavori, alla quale parteciperanno il rettore Antonino Recca, il preside della facoltà di Ingegneria Luigi Fortuna, il presidente della Provincia regionale di Catania Giuseppe Castiglione, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, il coordinatore della sezione etnea del progetto, prof. Matteo Ignaccolo e il presidente di Etnambiente Antonio Pogliese, ad inaugurare le sessioni sarà il prof. Paolo La Greca.
Tra gli illustri relatori, sarà presente anche l’architetto e paesaggista tedesco Andreas Kipar che presenterà alcune delle sue recenti brillanti esperienze di “landscape sostenibile” che sta conducendo in Europa.

Ma perché si è scelto di focalizzare l’attenzione proprio sui centri urbani? “Le città – spiegano i promotori del progetto – sono da una parte responsabili del 70% delle emissioni, d’altra parte sono anche le principali vittime. La combinazione di urbanizzazione e domanda di sviluppo amplifica, infatti, gli effetti del cambiamento climatico e le rende ancora più vulnerabili agli aumenti di temperatura (effetto isola di calore urbano) ed alle alluvioni disastrose per la mancanza di superfici permeabili”.
Catania, peraltro, appare particolarmente vulnerabile a questo rischio: sia a causa dell’alta temperatura media di base, sia per i valori di picco già sperimentati in estate e legati alla prossimità geografica con la regione sahariana. Inoltre, la pervasiva diffusione delle zone urbanizzate a nord del capoluogo ha aumentato il livello di impermeabilizzazione dei suoli, con un incremento del deflusso meteorico verso le aree costiere che ha causato in anni recenti notevoli danni e perfino vittime. “La vita degli abitanti e la vivibilità stessa delle nostre città – spiegano gli esperti – dipenderà da ciò che faremo o non faremo in termini di adattamento al cambiamento climatico nei prossimi dieci anni. Non possiamo evitare gli eventi climatici estremi, ma possiamo ridurre i danni riducendo la vulnerabilità delle nostre città attraverso gli strumenti della pianificazione territoriale e dei trasporti”.

Le prime ricadute del progetto a Catania
Una delle acquisizioni fondamentali del progetto è la consapevolezza che l’introduzione di una rete di infrastrutturale e spazi verdi (parchi, giardini, strade alberate, tetti e muri verdi, sistemi di drenaggio sostenibili, pavimentazioni permeabili) distribuiti nel tessuto urbano e connessi da corridoi di mobilità ciclo-pedonale sono la ricetta migliore per aumentare la resilienza delle nostre città e ridurre il rischio climatico.
In termini concreti, le ricadute di questo progetto sul territorio catanese e siciliano sono già molteplici. La collaborazione con i decisori politici e pianificatori ha permesso l’introduzione dei principi e delle tecniche di adattamento al cambiamento climatico negli strumenti di pianificazione territoriale e dei trasporti del comune di Catania, di alcuni paesi etnei e della provincia di Siracusa.

L’Università di Catania, già presente con le politiche di promozione della mobilità sostenibile e di produzione dell’energia da pannelli fotovoltaici, ha deciso di migliorare le caratteristiche di fruizione degli spazi esterni della Città universitaria di via S. Sofia, uno degli spazi verdi più rilevanti della città, realizzando un percorso ciclo-pedonale a servizio degli utenti delle attrezzature sportive, della mensa e della casa dello studente. Un itinerario “sostenibile” che potrà essere esteso verso il parco Gioeni e la collina di S. Sofia.

Google+
© Riproduzione Riservata