• Google+
  • Commenta
18 aprile 2011

Università di Udine : Strategie possibili

Le strategie che le regioni prive di grandi centri metropolitani, come Friuli Venezia Giulia e Veneto, possono perseguire al fine di non venire scavalcate dal servizio dell’alta velocità ferroviaria saranno al centro della videoconferenza tra Università di Udine e Queensland University of Technology di Brisbane (Australia). L’occasione sarà la discussione della tesi di dottorato, svolta in co-tutela tra gli atenei di Udine e Brisbane, di Lara Brunello su “Alta velocità ferroviaria e accessibilità regionale : le strategie possibili”. L’appuntamento è per mercoledì 20 aprile alle 9 nella sala della Direzione amministrativa di palazzo Florio, in via Palladio 8 a Udine.

Laureata in Italia, Lara Brunello sta concludendo gli studi di dottorato di ricerca presso la Queensland University of Technology a Brisbane. Per discutere la sua tesi ha scelto come supervisore esterno il professor Sandro Fabbro, docente di pianificazione urbanistica e territoriale del Dipartimento di ingegneria civile e architettura dell’Università di Udine. Tutor della tesi sono i docenti australiani Jonathan Bunker e Glen D’Este.

«La tesi – anticipa Sandro Fabbro dell’ateneo di Udine, supervisore esterno del dottorato australiano – affronta un tema di assoluto interesse strategico per le regioni del nordest del Paese. I sistemi ferroviari ad alta velocità, infatti, per offrire un servizio di alta qualità e guadagnare passeggeri, tendono a ottimizzare la loro produttività tramite l’aumento di velocità e il distanziamento delle stazioni». In questo modo, tuttavia, «soltanto i grandi centri metropolitani – sottolinea Fabbro – possono avvantaggiarsi dei benefici dell’alta velocità, mentre le regioni policentriche, come il Veneto, o con centri minori, come il Friuli Venezia Giulia, rischiano di utilizzare marginalmente o di non godere affatto dei benefici di questo servizio di trasporto».

Le regioni italiane del nordest sono state scelte quale caso studio di applicazione della ricerca. «Il metodo proposto – aggiunge Fabbro – è particolarmente significativo nel fornire strumenti aggiuntivi di valutazione dei vantaggi dello sviluppo delle reti di trasporto regionale in aree con limitata accessibilità alle reti ad alta velocità». Lo studio, in particolare, focalizza l’attenzione sulle possibili interfacce da realizzare tra le stazioni dell’alta velocità e le aree limitrofe a corridoi di alta velocità esistenti o programmati, «ossia – precisa Fabbro – sulle strategie alternative capaci di integrare la rete ad alta velocità con modelli operativi locali del traffico misto, basate sull’interoperabilità e sulla condivisione dell’infrastruttura».

Google+
© Riproduzione Riservata