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6 giugno 2011

Inquinamento delle acque, quali soluzioni?

Ambiente e tecnologia ingegneristica, inquinamento e sistema di monitoraggio delle acque pluviali. Sono queste le direttrici lungo le quali si muove il corso organizzato dal Centro Studi Acquedotti e Fognature, dal Dipartimento di Difesa del Suolo dell’Università della Calabria, dal Laboratorio di Idraulica Urbana (LIU) e dall’Associazione Idrotecnica Italiana, sezione Calabria.

Il corso dal titolo: ADVANCES IN KNOWLEDGE OF URBAN DRAINAGE
FROM THE CATCHMENT TO THE RECEIVING WATER, Technical solutions in stormwater management,
riservato a ingegneri idraulici e ambientali, ricercatori e professionisti, alle aziende del settore, agli Enti gestori e a coloro che operano negli ambienti tecnici delle Pubbliche Amministrazioni prevede la registrazione obbligatoria ed avrà inizio il 14 Giugno, le domande di iscrizione dovranno essere consegnate e compilate ,tramite il sito web www.liu-cs.it entro il 10 Giugno 2011.

Il corso, guidato dal responsabile scientifico,Prof. Ing. Patrizia Piro del Dipartimento di Difesa del Suolo “V. Marone“, dell’Università della Calabria coadiuvata dalla segreteria organizzativa diretta dall’ing Marco Carbone, si pone come finalità primaria, la cooperazione tra professionalità differenti, la formazione del personale addetto al controllo delle acque e l’uso di tecniche avanzate e moderne per il controllo delle acque destinate ad uso pubblico e del sistema fognario.

Negli ultimi anni è emersa infatti, una grave problematica ossia l’ inquinamento delle falde acquifere dovuto a di incuria e alla contaminazione con scarichi fognari. Riguardo a questo annoso e delicato problema, gli organizzatori hanno creato un tavolo di discussione con gli esperti del settore allo scopo di affinare le conoscenze, di discutere azioni mirate ed efficaci volte alla riduzione dell’inquinamento.

In particolare, si discuterà di una tecnica recentemente adottata negli impianti di approvvigionamento idrico. Nell’ambiente tecnico infatti, l’orientamento è rivolto sempre più verso una strategia combinata che prevede interventi a più livelli, dalla riduzione delle portate pluviali attraverso capacità di ritenzione locali, all’infiltrazione attraverso le superfici stradali permeabili, al controllo in tempo reale per ottimizzare la capacità dei collettori, agli invasi per l’immagazzinamento delle acque di sfioro, al trattamento delle acque pluviali e miste.

A seguito della Direttiva Europea 271/91 sulle acque reflue urbane e della nuova legislazione nazionale introdotta con i Decreti Legislativi 152/99 e 258/00, aggiornati dal “Testo Unico Ambientale” D. Lgs. n. 152/06, il trattamento delle acque delle fognature pluviali e miste dunque è diventato in Italia un problema dibattuto e tuttora non risolto.

Per tali ragioni iniziative come queste si rendono necessarie.

Vincenzo Amone

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