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22 giugno 2011

Unict: L’emergenza è la tutela dei diritti umani

Giovedì 23 e venerdì 24 giugno l’auditorium “Giancarlo De Carlo” del Monastero dei Benedettini ospita il XVI convegno annuale della Sidi

Giovedì 23 e venerdì 24 giugno, l’auditorium “Giancarlo De Carlo” del Monastero dei Benedettini ospiterà il XVI convegno annuale della Società Italiana per il Diritto Internazionale.

Gli studiosi italiani di Diritto internazionale riuniti a Catania per il convegno organizzato dalla cattedra di diritto internazionale della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania, diretta dal prof. Rosario Sapienza (vicepresidente nazionale della Sidi), si occuperanno quest’anno di Tutela dei diritti umani.

Nel diritto internazionale classico, l’individuo non veniva preso in considerazione in quanto tale: egli era un suddito dello Stato e le norme non si occupavano delle questioni interne allo Stato.

Il diritto internazionale attuale contiene invece numerose norme che costituiscono a favore dell’individuo posizioni soggettive di vantaggio, ovvero gli impongono obblighi assoggettandolo alla giurisdizione di organi giudicanti internazionali. La situazione dell’individuo si modifica notevolmente soprattutto con l’adozione di strumenti internazionali a protezione dei diritti dell’uomo, che viene dunque preso in considerazione non in quanto cittadino straniero, ma in quanto uomo.

Si tratta, come si sa, di un processo che si avvia all’interno delle Costituzioni nazionali. È noto che le prime Dichiarazioni dei diritti dell’uomo risalgono al Settecento ed esprimono la pressante urgenza di affermare l’esigenza di difesa della libertà del cittadino nei confronti di uno Stato del quale egli desiderava riappropriarsi. Sono delle dichiarazioni “borghesi”, che ci consegnano un modello di Stato attento a non invadere gli spazi di libertà del singolo cittadino.

Oggi, però, parlare di protezione dei diritti umani significa, in una società ormai a dimensione planetaria, parlare di protezione internazionale dei diritti dell’uomo; e parlare di protezione internazionale dei diritti dell’uomo vuol dire soprattutto fare riferimento all’impegno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite in questo settore. Impegno che, tuttavia, non è esente da limiti e difficoltà.

L’Onu si presentava infatti fin dall’inizio come un ambizioso progetto di pacificazione mondiale e l’opinione dei Padri fondatori era, giustamente, che la pace mondiale non potesse venire assicurata una volta per tutte se non tentando di costruire, accanto a meccanismi di mantenimento della pace – che erano, in sostanza, tentativi di assicurare un controllo delle attività belliche – anche una comune civilizzazione tra i Paesi del mondo.

Questa civilizzazione comune, questa civiltà dei diritti umani è ancora ben lontana dall’essersi affermata, il fenomeno della protezione internazionale dei diritti umani ha tuttavia prodotto con certezza degli effetti sulla struttura e sul modo di funzionare del diritto internazionale.

Innanzitutto ha fatto emergere l’individuo, la persona umana, se non proprio come soggetto giuridico equiparato agli Stati, comunque come protagonista di numerose e variegate vicende giudiziarie nell’ambito delle quali egli può affrontare gli Stati in un vero e proprio processo ad armi pari. Si pensi all’esperienza della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo e alla sua ormai corposa giurisprudenza.

Ma soprattutto, il diritto dei diritti umani sta incidendo sempre di più su importanti ambiti normativi del diritto internazionale, modificandone il contenuto e la prospettiva normativa. Si pensi ad esempio all’influenza dei diritti dell’uomo sul diritto umanitario di guerra (il cosiddetto diritto di Ginevra) al quale i diritti umani apportano una nuova prospettiva e nuovi assetti, inducendolo sempre di più a diventare un diritto per la protezione dei diritti umani in tempo di guerra, piuttosto che un insieme di obblighi “umanitari” degli Stati.

Giovedì 23 giugno, i lavori si apriranno alle 16 con gli indirizzi di saluto delle autorità e la presentazione del convegno da parte del prof. Sapienza. Interverranno di seguito il presidente nazionale della Sidi Giorgio Gaya, Bruno Simma (giudice della International Court of Justice) e Fausto Pocar (giudice dell’International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia).

L’indomani mattina, venerdì 24 giugno, con inizio alle 9,30, nella sede di Villa Cerami, i lavori riprenderanno con gli interventi dei docenti “internazionalisti” Paolo Benvenuti, Robert Kolb, Marco Pedrazzi, Gabriella Venturini, Noemi Corso, Marco Pertile, Angelo Davì, Patrick Kinsch, Cristina Campiglio, Francesco Salerno, Nadina Foggetti, Fabrizio Marongiu Buonaiuti, Nerina Boschiero, Erntst-Ulrich Petersmann, Francesco Francioni, Hélène Ruiz Fabri, Valentina Vada, Claudia Cinelli, Mariagiovanna Silvestri.

Il convegno si chiuderà nel pomeriggio con una tavola rotonda presieduta dal prof. Luigi Condorelli, alla quale parteciperanno Flavia Lattanzi, Paolo Mengozzi, Tullio Treves e il giudice dell’Icj Abdulqawi Yusuf.

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