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4 giugno 2011

Unisa: presentazione del libro “Murat” di Renata De Lorenzo

L’Unisa ha presentato la biografia di Murat, curata dalla prof.ssa De LorenzoL’Università degli Studi di Salerno ha presentato l’ultima opera della prof.ssa Renata De Lorenzo, direttrice del Dipartimento di Discipline storiche dell’Università di Napoli Federico II, dedicata alla figura storica di Gioacchino Murat, generale di Napoleone e re di Napoli dal 1808 al 1815.

In occasione della presentazione della biografia di Murat, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno ha voluto organizzare una tavola rotonda, alla quale hanno preso parte la stessa autrice dell’opera e numerosi storici e docenti dell’Ateneo salernitano e dell’Università di Napoli Federico II.

L’evento si è tenuto lo scorso 31 maggio presso l’aula Imbucci dell’Università di Salerno: dopo il saluto del prof. Sebastiano Martelli, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, il prof. Carmine Pinto ha esposto una breve introduzione al libro della prof.ssa De Lorenzo, dando spazio poi agli interventi del prof. Massimo Cattaneo e della prof.ssa Franca Assante, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e del prof. Francesco Barra, dell’Università degli Studi di Salerno.

L’opera della De Lorenzo, pubblicata dalla Salerno editrice, ripercorre con estrema precisione le tappe della biografia di Gioacchino Murat, dalle umili origini alla fulminante carriera militare nell’armata napoleonica, fino alla conquista del Regno di Napoli, sul cui trono venne messo proprio dall’Imperatore francese.

Nella sua opera, la prof.ssa De Lorenzo rivela anche molti aspetti salienti della vita di Murat, legati soprattutto alle sue indubbie capacità militari ma anche all’adesione alla franco-massoneria: dalla biografia emerge la capacità di Murat di sfruttare gli eventi bellici post-rivoluzionari e i suoi contatti politici e militari per giungere ai vertici della politica francese.

Il rapporto politico ed umano con Napoleone, di cui Murat era cognato, viene descritto come fraterno e conflittuale allo stesso tempo: posto dall’Imperatore francese a governare il Regno di Napoli, Murat sembrava quasi scalpitare, volendo conquistare l’Italia intera, ma non per la Francia, semmai per ambizione personale. É dal trono di Napoli che il sovrano francese mirava a crearsi un proprio spazio politico, indipendente dall’egemonia del cognato, tanto da far nascere numerosi sospetti a corte sulla sua fedeltà all’Imperatore.

La parabola politica di Murat, tuttavia, era destinata a seguire fino in fondo quella del suo ex generale e Imperatore: la fine di Napoleone, come ricorda la prof. De Lorenzo, permise la restaurazione delle legittime dinastie spodestate dalla Rivoluzione e dalle conquiste francesi. Per Murat, isolato politicamente e con un esiguo manipolo di soldati fedeli, ciò significò non solo la fine dei sogni di grandeur ma anche la fine della sua vita.

Pasqualino Guidotti

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