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3 luglio 2011

La cannella potrebbe prevenire l’Alzheimer

Tutti conosciamo il caratteristico sapore della cannella, che riesce a rendere più gustosi sia i piatti salati che quelli dolci. Di questa spezia sono note anche gli effetti benefici sull’organismo.

Della cannella conosciamo le proprietà antiossidanti (si tratta infatti di una fra le droghe più efficaci sotto questo punto di vista), antibatteriche, antisettiche e antispastiche. Sono noti anche i suoi effetti benefici contro il raffreddore, la sua capacità di abbassare il colesterolo e i trigliceridi nel sangue. In Cina viene anche utilizzata contro i problemi mestruali e intestinali e in caso di febbre.

Un’altra importante qualità della gustosa spezia è stata scoperta dai ricercatori del Dipartimento di Zoologia dell’Università di Tel Aviv. Secondo questi studiosi, la cannella potrebbe aiutare a prevenire il morbo di Alzheimer, la forma di demenza senile degenerativa che provoca nel malato problemi di memoria, disfunzioni cognitive e sbalzi d’umore.

Le cause della malattia non sono ancora ben note e una terapia totalmente efficace non è ancora stata individuata, perciò la scoperta di un metodo per prevenire il morbo assume una rilevanza particolare.

I ricercatori, guidati dal Dottor Michael Ovadia, hanno scoperto questa proprietà somministrando la CEppt, una sostanza della cannella, su un gruppo di topi. Si trattava di cavie geneticamente modificate per favorire lo svilupparsi del morbo di Alzheimer.

I ricercatori si sono resi conto del fatto che la malattia è stata notevolmente contrastata dall’estratto, che avrebbe la proprietà di bloccare la formazione degli aggregati della proteina beta amiloide e dei grovigli neuro fibrillari, che causano il morbo. Inoltre, gli studiosi si sono resi conto che i topi curati con l’estratto di cannella (miscelato con l’acqua) sono vissuti tanto quanto i propri simili sani.

Secondo il coordinatore della ricerca, l’estratto della cannella potrebbe rappresentare in futuro una cura della malattia, non solo un ottimo metodo di prevenzione, grazie alla sua capacità di spezzare le fibre amiloidi.

Alessio Testa

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