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16 settembre 2011

Bevo Acqua, quindi Sono

Secondo una ricerca effettuata dall’istituto Gfk Eurisko, il 5% degli italiani d’età compresa tra i 19 e i 65 anni, non beve acqua né del rubinetto né minerale.

Il dato, senza ombra di dubbio allarmante, fa da cartina al tornasole dei rischi, talvolta letali, correlati alla mancanza di un’adeguata idratazione.

L’acqua è un elemento coinvolto in molteplici funzioni vitali. Regola la temperatura corporea e i meccanismi cellulari, detta i tempi del metabolismo garantendo un adeguato bilancio energetico.

Rigenera, disseta, disintossica, indi dona ristoro a corpo e mente. Fin dai tempi più remoti, l’acqua ha offerto un prezioso contributo al percorso evolutivo terrestre. Oltre il 60% del globo è composto d’acqua, e la stessa percentuale vale anche per l’organismo umano. Insomma, non scopriamo oggi la sua importanza vitale.

Tuttavia, in seguito alla pubblicazione della ricerca, due esperti in materia hanno svelato le ultime novità scientifiche. Si tratta del prof. Alessandro Zanasi, idrologo presso l’Università di Bologna ed il prof. Umberto Solvimene, Direttore della Scuola di Specializzazione in Idrologia medica presso l’Università di Milano.

Con impeccabile zelo, i due scienziati hanno ridato smalto ai retaggi dell’idrologia ideando un importante documento scientifico: Consensus Paper, ovvero idratazione per il benessere dell’organismo.

L’opera è un’escatologia delle più rilevanti scoperte scientifiche sui pregi dell’acqua. La sintesi dello studio è che per star bene, ciascun uomo dovrebbe bere in media 8 bicchieri d’acqua al giorno, ovvero un litro e mezzo.

Dall’indagine comparativa sono emersi numerosi dati empirici idonei ad attestare benefici e virtù dell’acqua.

In particolare, le acque bicarbonato-calciche tendono a favorire la digestione, quelle con solfato e magnesio contrastano la stitichezza; le acque ricche di sali minerali aiutano la gravidanza, mentre per i bimbi le più adatte sono quelle ricche di fluoro.

Inoltre, secondo alcuni studiosi britannici, le acque minerali ricche di silicio contribuirebbero ad attutire il decorso di malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer, per la capacità di eliminare dal corpo l’alluminio in eccesso, probabile concausa del morbo.

Chi beve poco rischia la disidratazione, specialmente nei periodi caldi o quando si fa sport. In teoria, la sudorazione deve essere accompagnata da un proporzionale introito d’acqua.

Infine secondo uno studio del King’s College di Londra, gli studenti che bevono molta acqua hanno un livello di concentrazione più elevato, ergo migliori risultati didattici.

Antonio Migliorino

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