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16 settembre 2011

Il miele: un prezioso alleato contro i batteri resistenti agli antibiotici

Le proprietà curative e benefiche del miele sono conosciute fin dall’antichità. Già gli antichi Egizi ne decantavano i pregi al punto di contemplarne il furto nel Codice di Hammurabi. In India, invece, la medicina ayurvedica considerava il miele purificante, afrodisiaco, dissetante, vermifugo, antitossico, regolatore, refrigerante, stomachico e cicatrizzante.

I Greci lo consideravano “cibo degli dei”, e dunque rappresentava una componente importantissima nei riti che prevedevano offerte votive. Pitagora lo raccomandava come alimento per una vita lunga e i Romani ne importavano grandi quantitativi da Creta, da Cipro, dalla Spagna e da Malta. Quest’ultima pare anche derivarne il nome originale Meilat, appunto terra del miele.

Nei millenni la tradizione e la conoscenza degli effetti benefici del miele è rimasta immutata, arrivando così fino ai nostri giorni. Quello che però sul miele fino a pochi giorni fa non si sapeva è che in realtà è un potente battericida e che potrebbe rivelarsi un prezioso alleato in molti campi della medicina convenzionale.

Ad affermarlo e dimostrarlo è uno studio sulle proprietà dei mieli italiani condotto dai ricercatori dell’ Università Sapienza di Roma, Roberto Lavecchia, Antonio Zuorro e Marco Fidaleo del dipartimento di Ingegneria chimica, materiali e ambiente, dal quale è emerso che alcuni di essi, in particolare quelli di eucalipto e timo, sono in grado di contrastare efficacemente l’azione di batteri resistenti agli antibiotici, alcune proprietà queste, che in precedenza erano già state studiate sui mieli di Ulmo d’origine cilena e di Manuka proveniente dalla Nuova Zelanda.

I ricercatori hanno effettuato uno screening dei mieli basato sull’osservazione degli effetti sui batteri Gram-negativi (Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Proteus mirabilis) e su quelli Gram-positivi (Enterococcus faecalis, Staphylococcus aureus e Staphylococcus epidermidis). Ciò ha permesso di classificarli in mieli privi di attività antimicrobica; mieli in grado di inibire la crescita microbica ma con attività battericida bassa o nulla; mieli con un’elevata attività battericida.

Test successivi hanno dimostrato che i componenti di quest’ultima classe erano attivi anche nei confronti di batteri antibiotico-resistenti, la cui diffusione in Europa e nei Paesi industrializzati è in continuo aumento. Infine, combinando mieli di diversa varietà, sono stati ottenuti preparati con attività battericida ad ampio spettro.

Questa proprietà è stata verificata anche per alcune varietà di mieli di arancio, di limone e di melata, la sostanza zuccherina prodotta dagli afidi e da altri piccoli insetti che si nutrono della linfa delle piante.

I mieli di timo ed eucalipto non soltanto agiscono come battericidi, ma anche come inibitori del sistema di comunicazione batterico noto come “quorum sensing”. Tale sistema, basato sulla produzione e il rilevamento di molecole-segnale da parte dei microrganismi, svolge un ruolo essenziale nello sviluppo di infezioni acute o croniche difficili da debellare nonché nella formazione di biofilm batterici su cateteri, valvole cardiache e dispositivi protesici di vario tipo.

Mirko Carnevale

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