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12 settembre 2011

Il Polo Nord è in pericolo

Record mondiale di estensione minima dei ghiacci per il polo Nord. Infatti, secondo i ricercatori dell’istituto di fisica ambientale dell’università di Brema guidati dal dott. Heygster, l’8 settembre l’estensione minima dei ghiacci ha raggiunto quota 4.240.000 chilometri quadrati e non è da escludere che continui a ridursi fino al 20 settembre

Il ritiro del ghiaccio marino –spiega Heygsternon può più essere spiegato con la variabilità naturale da un anno all’altro, causata da agenti atmosferici. Sembra chiaro che questa è una ulteriore conseguenza del riscaldamento globale dovuto all’uomo, con conseguenze globali. I modelli climatici mostrano che la riduzione è legata all’effetto albedo, particolarmente pronunciato nell’Artico. L’effetto albedo è legato al potere riflettente di una superficie (il ghiaccio marino bianco riflette il calore del sole nello spazio più del mare scuro, che assorbe il calore del sole e diventa più caldo). Di solito -continua- il ghiaccio marino artico segue un ciclo secondo il quale lo scioglimento naturale dovuto al normale susseguirsi delle stagioni è più o meno identico ogni anno. L’accelerazione registrata negli ultimi anni, che ha sconvolto l’intero ciclo, ha colpito i ricercatori che si sono potuti dire certi che questa non può essere attribuita a cause naturali, ma le accelerazioni sono state influenzate da fattori esterni”.

Secondo quanto riscontrato dai ricercatori, dal 1972 ad oggi la velocità di scioglimento è raddoppiata grazie anche al fatto che le temperature artiche sono aumentate più del doppio rispetto alla media globale negli ultimi cinquant’anni.

Anche il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) scende in campo per dare conferma di quanto sostenuto dai ricercatori tedeschi e non c’è nulla di buono, infatti “se le tendenze attuali dell’uomo – spiegano- dovessero continuare, la gran parte dei ghiacciai marini artici rimarrà senza ghiaccio entro 30 anni, esattamente come 125.000 anni fa, al culmine dell’ultimo grande periodo interglaciale, conosciuto come l’Eemiano”.

Dora Della Sala

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