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15 settembre 2011

Scoppia il caso statuto all’università del Salento

Secondo fonti sindacali, non ancora confermate, il ministero avrebbe respinto il nuovo statuto proposto dall’Università del Salento , che regolamenta la vita universitaria. Alla base della decisione potrebbe esserci il mancato rispetto dell’iter previsto da seguire per la ratifica dell’importante documento e difatti, il Miur avrebbe segnalato una modalità seguita incompleta.

Un’ipotesi che potrebbe essere fondata in quanto il documento, proposto dalla consiglio d’amministrazione lo scorso luglio, passò in senato accademico. Qui furono apportate diverse modifiche. Il regolamento prevede che in caso di modifiche, il testo ritorni al consiglio di amministrazione prima di essere definitamente approvato dal senato. In realtà, come fecero notare le associazioni sindacali, ciò non fu fatto e il testo, dopo gli emendamenti, fu direttamente approvato dal senato saltando dunque il passaggio che lo avrebbe dovuto portare prima al Cda. Probabilmente l’irregolarità rilevata dovrebbe essere imputabile a questo inghippo burocratico.

C’è preoccupazione nell’ateneo perché, se venisse confermata la notizia del respingimento, ci si chiede quali scenari potrebbero aprirsi. Molti gli interrogativi tra cui i più pressanti sono: cosa accadrà se davvero il ministero rimanderà indietro le carte perché il procedimento non si è concluso? Se il senato sapeva che il procedimento seguito non era la prassi perché ha scelto di ratificare il documento ugualmente?

Sulla vicenda è intervenuto a fare chiarezza Pier Luigi Portaluri, professore ordinario di Diritto amministrativo dell’Università del Salento e membro del commissione statuto, spiegando: “La Commissione Statuto, incaricata appunto di predisporre la bozza di Statuto (e di cui faccio parte), non si è a suo tempo occupata della possibilità che il Senato potesse modificare autonomamente il testo dello Statuto su cui il Cda aveva già espresso parere favorevole. Se dunque lo statuto dovesse tornare indietro perché il Senato all’ultimo giro ha cambiato il testo approvato due giorni prima dal Consiglio di amministrazione, si proseguirebbe il procedimento. In pratica, -continua il docente- a questo punto il Cda dovrebbe rendere un parere favorevole sulle modifiche apportate dal Senato accademico e il Senato, a sua volta, dovrebbe tornare ad esaminare in seconda lettura quello stesso testo e chiudere il procedimento: approvando, quindi, un testo identico a quello approvato dal Cda, senza cambiare nulla».

Il professor Portaluri sulla questione della procedura seguita dal senato invece ha avanzato un un’ipotesi: “Il Senato, nel momento in cui ha approvato le modifiche, ha probabilmente ragionato ritenendo che potessero essere apportati cambiamenti che giudicava non sostanziali – Riguardo invece agli scenari che potrebbero aprirsi, il professore ha rassicurato tutti sostenendo che non ci dovrebbero essere gravi conseguenze “Si proseguirà nel dialogo tra Cda e Senato accademico, partendo dal presupposto essenziale preteso dalla legge Gelmini e cioè che i due collegi, Cda e Senato, approvino lo stesso identico testo», spiega Portaluri- E se il ministero -continua Portaluri– dovesse rimandare indietro lo statuto solo per questi aspetti di procedura, senza dunque entrare nel merito delle scelte compiute dallo Statuto stesso, la valutazione sulla legittimità delle norme statutarie e sull’opportunità delle scelte ivi racchiuse sarà compiuta dagli uffici romani solo in un secondo momento, quando cioè essi riceveranno dall’Ateneo un testo votato senza modifiche prima dal Cda e poi dal Senato» .

Nonostante le rassicurazioni resta ancora una vicenda aperta e abbastanza particolare. Si ha l’ impressione, come spesso accade, che ci sia un tentativo da parte dell’ateneo di minimizzare e di evitare di affrontare le proprie responsabilità. L’errore nella procedura, infatti, c’è stato, che sia o no la causa dell’eventuale rigetto ancora non è dato saperlo, ma di fatto l’Università resta bloccata perché senza statuto non si possono prendere decisioni fondamentali per la vita dell’ateneo.

Vincenzo Amone

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