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27 settembre 2011

Università, idonei come docenti altrove ma non a Taranto

Che il mondo accademico stia attraversando un periodo alquanto turbolento è una notizia, purtroppo, che non assume i contorni della novità.

Ad essere interessate indistintamente sono tutte le categorie attive del sistema universitario italiano.

Singolare a tal proposito è una notizia che vede protagonista la facoltà di Economia Aziendale della seconda facoltà di Economia di Taranto.

Nell’Ateneo ionico infatti resta ancora scoperto l’insegnamento relativo a suddetto corso di studio. Infatti, le figure professionali addette a ricoprire tale incarico non sono state ritenute idonee a svolgere tale mansione.

Due aspiranti professionisti che sono stati messi alla porta per motivi oscuri e poco comprensibili, ma che con un po’ di fortuna potranno avere nei prossimi anni maggiore risalto in altri atenei.

A prendere tale decisione di “esonerare” i giovani aspiranti insegnanti è stata la commissione riunitasi recentemente e composta da tre docenti ordinari, vale a dire i presidi delle due facoltà joniche di Economia, Bruno Notarnicola, di Giurisprudenza, Antonio Felice Uricchio, e della prima facoltà di Economia di Bari, Vittorio Dell’Atti.

Tale comunicazione sarà presto resa nota al Senato accademico di Bari che presto deciderà su come investire i fondi destinati ad essere attribuiti a colui che avrebbe ricoperto la carica di ordinario nella facoltà tarantina.

Un’ipotesi da non sottovalutare riguarda l’utilizzazione di suddetti fondi, perchè secondo voci autorevoli, potrebbero essere utilizzati per futuri posti da docenti associati e ricercatori, scelti ovviamente previo esito positivo del concorso.

Proprio ora che si fa la conta dei docenti – tutti – che dovranno aderire al Dipartimento giuridico-economico, l’unico istituito a Taranto e che al momento conta sull’adesione di 20 docenti di Giurisprudenza, 5 di Economia e 2 dei corsi di laurea della facoltà di Scienze della Formazione. Un totale di 27 docenti, dunque, ancora al di sotto dei 40 necessari a confermare un Dipartimento che è la struttura che insieme alle Scuole sostituirà da fine ottobre le vecchie Facoltà.

Lo prevede il nuovo Statuto dell’Università, respinto però dal Senato accademico ed ora rinviato indietro alla apposita commissione statuto per una revisione.

“Mi sento fiducioso” esordisce il preside Uricchio “spero solo però che in futuro possano venire persone che abbiano realmente voglia di insegnare e confrontarsi con la quotidianeità di questo ateneo, perchè così l’offerta formativa che verrà garantita annualmente sia sempre più efficace e possa rappresentare un punto di eccellenza di questo plesso universitario”.

Marco Cristofaro

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