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22 settembre 2011

Vuoi controllare la qualità di un alimento? Usa il microchip

“Mens sana in corpore sano”, il vecchio e saggio motto latino, sembra al giorno d’oggi aver trovato applicazioni puramente estetiche, si va in palestra per curare il fisco, ma spesso, si trascura l’alimentazione mangiando cibi poco sani. spesso nonostante la buona volontà e l’ impegno però negli scaffali dei supermercati si trovano cibi non propriamente salutari o addirittura i dannosi per la salute.

In virtù di questo problema, avvertito dal consumatore, il mondo scientifico sta correndo ai ripari.
All’ Università di Pavia infatti, si lavora per creare un microchip che consentirebbe di rilevare la presenza di cibi contaminati. L’idea è nata dall’ ingegno della ventinovenne ricercatrice Lisa Fornasari, che per la brillante intuizione ha ricevuto un finanziamento di 30mila euro da Telecom Italia, nell’ambito del premio “Working Capital – Premio nazionale Innovazione”..

Come funziona questo microchip? Il sistema chiamato “Safefood”, ha al suo interno incorporate informazioni che gli consentirebbero di analizzare l’alimento e di individuare la sostanza dannosa presente al suo interno, avvertendo il consumatore. Un sistema quindi che sarebbe utile e pratico, considerato che il “Safefood” ha dimensioni ridotte tanto da poter entrare in una borsa.

A beneficarne, oltre ovviamente agli acquirenti di prodotti alimentari, che potrebbero passare al setaccio gli scaffali, anche le industrie alimentari che avrebbero l’opportunità di utilizzare uno strumento poco invasivo ed economico per mettere in commercio prodotti altamente sani e di qualità.

Sperando in un rapido e proficuo uso in temi brevi, di questo utile strumento , non c’è altro da dire se non: Buon appetito a tutti noi e che buon pro ci faccia!

Vincenzo Amone

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