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13 settembre 2011

Vuoi raggiungere l’università coi mezzi pubblici? Da oggi paghi di più .

Tra le tante novità di quest’anno, le matricole e gli studenti già iscritti nell’ateneo calabrese, al rientro a Cosenza in questo caldo e torrido settembre, si sono trovati a fare i conti con un’amara sorpresa.

L’ente gestore dei trasporti pubblici locali, che collegano la città di Teresio, Rende e le contrade, all’Università e non solo, ha deciso di alzare i prezzi dei biglietti. Il biglietto giornaliero, valido fino alla mezzanotte, passa da 2 euro a 3 e il ticket valido invece, per un’ ora di corsa costa 1.40 a luglio si pagava un euro. Ovviamente a risentirne anche i costi degli abbonamenti che raddoppiano quasi del 50%.

Il servizio offerto rimane invece identico: corse diffuse, ma affollate al punto che spesso si viaggia in piedi, mancanza di servizio nelle ore notturne,e difficoltà a raggiungere alcuni posti periferici.

Ancora restano avvolte nel mistero le ragioni di questa decisione da parte dell’azienda, che non ha sentito l’esigenza di spiegare all’utenza le motivazioni dell’aumento.

Il Consorzio Autolinee Cosenza, abbraccia un vasto bacino di utenza che oltre agli universitari, comprende anche un elevato numero di cittadini. Infatti ,le corse interessano anche i collegamenti Rende-Cosenza, con la cosiddetta circolare, il centro di Cosenza e quello di Rende con le corse interne e questa vasta utenza non merita questo trattamento.

Qualcuno fa sapere ( voci non confermate), che gli aumenti sono da imputare a un generale incremento del prezzo di benzina e gasolio e a un aumento della tassazione sull’azienda. Motivazioni che però lasciano qualche dubbio.

Ci si chiede infatti, se l’incremento generale dei prezzi del combustibile, possa giustificare l’aumento di un euro nel giro di un mese. Inoltre, bisogna ricordare che sebbene in misura minore, il prezzo del biglietto è cresciuto costantemente nel tempo. Fino a luglio di due anni fa si pagava per il giornaliero 1.50 successivamente nel giro di pochi mesi improvvisamente veniva a costare due euro. Quello da un ora costava 70 centesimi poi un euro.

Insomma nel giro di meno di un anno si è registrato un aumento notevole tant’è che oggi il biglietto viene a costare il doppio. quindi appare chiaro che l’aumento dei costi generali non siano sufficienti a spiegare questa improvvisa impennata.

Certo la vita costa di più, la crisi galoppa e i prezzi lievitano e ciò influisce sopratutto in alcuni settori ma, anche chi usufruisce del servizio non vive una situazione felice, per cui l’azienda deve tenere in considerazione, che chi non ha un reddito fisso come uno studente non può supportare prezzi cosi esorbitanti. Inoltre questa impennata improvvisa lascia dei dubbi perché lascia aperta l’ ipotesi di qualche speculazione aziendale. L’azienda detiene il monopolio nella gestione del servizio pubblico locale e quindi può permettersi questi incrementi senza avere perdita di utenti.

Qual’è la verità? Speculazione? Aumento generale del costo della vita? Tutte e due le cose? Interrogativi che potrebbero essere sciolti solo se l’azienda si degnasse a fornire spiegazioni plausibili per fare chiarezza, per non lasciare che si insinuino idee sbagliate, ma sopratutto per rispetto dell’utenza che il biglietto lo paga e ha diritto a sapere perché lo paga di più. Nel silenzio totale ancora una volta lo studente e l’ utente pagano il prezzo di scelte poco chiare e a dir poco ambigue.

Vincenzo Amone

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