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10 ottobre 2011

Europeana.eu : la cultura europea in formato digitale

Libri, lettere, diari, dipinti, fotografie, carte geografiche, musica, dischi, trasmissioni radiofoniche, video, film, notiziari e trasmissioni televisive di tutta Europa disponibili gratuitamente, o quasi, su Europeana
(www.europeana.eu).

Questo è il nome della mediateca digitale che attualmente raccoglie 14 milioni di opere digitalizzate, nata nel 2008 per volere della Commissione Europea come alternativa all’ambizioso progetto “Google Books”, lanciato dalla società Mountain Views nel 2004 e dal 2005 trascinato in tribunale dall’ Authors Guild of America e dall’Association of American Publishers a causa della violazione del copyright.

Per evitare spiacevoli inconvenienti la maggior parte del materiale disponibile su Europeana non è coperto da diritti d’autore ; in caso contrario si fa riferimento agli enti e agli istituti europei che partecipano al progetto Europeana, e che hanno già acquistato il copyright dell’opera resa disponibile. Il download diretto dei contenuti non è consentito: si è messi direttamente in collegamento con la fonte originale nel sito Web del fornitore che deciderà se rendere disponibile l’opzione download o meno. E’ Arrow (Accessible Registries of Rights Information and Orphan Works – www.arrow-net.eu), il registro europeo coordinato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) che contiene le informazioni sui diritti di opere testuali.

I l progetto Europeana è finanziato dalla Commissione Europea ed è ospitato presso la Biblioteca nazionale olandese, la Koninklijke Bibliotheek. Tra le circa 1500 istituzioni partecipanti ad Europeana, che si fanno quindi carico delle spese di digitalizzazione, c’è la British Library di Londra, il Rijksmuseum di Amsterdam e il Louvre di Parigi. Tra le istituzioni italiane c’è il Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza , CulturaItalia , la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze , Cinecittà Luce S.p.A. e la Frederico Zeri Foundation.

L’idea di questa biblioteca digitale europea sembra oggi superare di gran lunga il successo sperato nel 2008: partita dai due milioni di oggetti digitali, è passata oggi a quattordici milioni, il 64% dei quali è costituito da fotografie, carte geografiche, quadri e oggetti museali, ,il 34% da testi digitalizzati tra i quali migliaia di manoscritti rari e incunaboli stampati prima del 1500 e il 2% da materiali audio.

La praticità nell’uso di Europeana sta nel fatto che per ricercare un oggetto digitale,ad esempio un testo, non è necessario effettuare ricerche sulle diverse banche dati di ogni singola biblioteca europea, ma basta interrogare quella di Europeana che raccoglie dati dalle 1500 istituzioni che collaborano con essa.

La ricerca fornisce i risultati divisi nelle categorie « Testi », « Immagini », « Video » e « Audio ». Inoltre si può scegliere di ordinare i risultati per fornitore, paese, tipo, lingua, e diritti d’autore. Quest’ultima tipologia di ricerca è utile perché permette di individuare subito le opere con libero accesso. Attraverso una semplice registrazione è inoltre possibile creare una propria « biblioteca » all’interno della quale salvare i contenuti che più interessano. Fino ad ora la partecipazione alla digitalizzazione da parte di singoli privati non è prevista, ma ci si sta lavorando.

Il progetto di creare una biblioteca digitale europea che non persegue scopi commerciali- a differenza di Google book- e che permette di muoversi all’interno del bagaglio culturale dei ventisette Stati Membri dell’UE è allettante. Se non fosse che al momento la contribuzione da parte dei diversi Paesi ad Europeana non è affatto omogenea. Le opere italiane contenute sono solo il 7,3%. Dati che dipendono dalla quota di finanziamenti che ciascun paese europeo è disposto a stanziare- attualmente è la Francia a contribuire in misura maggiore alla banca dati, con il 18% degli oggetti, al secondo posto la Germania con il 17%-.

Bisognerebbe quindi puntare su una partecipazione più equilibrata tra tutte le biblioteche partecipanti e incrementare le opere in lingua originale per evitare, come accade al momento, che i risultati della ricerca “Shakespeare” siano 1629 oggetti in lingua tedesca e solo 776 in inglese e quelli di “Petrarca” 357 in tedesco e 187 in italiano.

Benedetta Michelangeli

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