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4 ottobre 2011

Filorosso Unical sull’abbattimento del centro di aggregazione

In questi giorni all’Università della Calabria, in località Arcavacata di Rende, sono stati affissi dei manifesti critici nei confronti del Rettore dell’ateneo Giovanni Latorre dall’associazione Filorosso, la quale lamenta il regime imposto dal rettore dell’Unical dopo aver fatto demolire la sede storica in cui si riunivano gli studenti, una sorta di ritrovo sociale e culturale.

Dopo 15 anni l’ordine è stato ristabilito, i disobbedienti sono stati eliminati, il loro covo ai confini del regno finalmente demoliti“.

Sono le parole iniziali dei manifesti che predominano l’Università della Calabria. L’ateneo, “fabbrica del sapere”, non ha più la sua associazione fisica dove si tenevano concerti serali, presentazione di libri, manifestazioni teatrali. Ma le idee di questa associazione continuano a vivere perchè la cultura, il ritrovo, lo scambio appartengono alle persone, anche se le loro dimore sono abbattute da grosse pale meccaniche azionate sotto il vigile controllo delle forze dell’ordine.

Per il bene vostro la sera e il fine settimana il campus resterà deserto“.

Abbiamo offerto a coloro che animavano questo luogo di socializzazione, per non chiamarlo centro sociale, la disponibilità delle strutture dell’Università, con la condizione di non esclusività, ma insieme ad altre associazione di studenti, insieme ad altre identità dell’Università che vogliono fare cultura“.

Sono queste alcune dichiarazioni del rettore rilasciate ad una emettente televisiva cosentina. Intanto l’associazione invita a riflettere su quanto accaduto nell’agosto 2011, quando le pale meccaniche distruggevano uno dei centri di aggregazione più importanti per gli studenti calabresi.

Il luogo era stato individuato anni fa in baracche di cantiere che per legge andavano dismesse perchè non presentavano alcuna garanzia di sicurezza per coloro che frequentavano dei luoghi.

Abbiamo solamente scoraggiato delle riunioni di massa presso queste baracche insicure. Nonostante tutto venivano organizzati dei concerti molto affolatti, al di fuori delle leggi di sicurezza e della Siae“.

Questa una delle giustificazioni di Latorre. A chi ha chiesto perchè Filorosso non possa avere nuove strutture, ha risposto:

L’Università non può dare a chiunque ne faccia richiesta delle strutture“.

L’associazione comunque vive. Sta organizzando infatti una mostra fotografica da realizzare durante la manifestazione che si terrà nelle prossime settimane presso la spianata di cemento, su quel che rimane del Filorosso.

Danilo Ruberto

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