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28 ottobre 2011

L’Aldo Moro di Bari ha approvato il nuovo Statuto

L’Ateneo Aldo Mori di Bari, dopo che il Politecnico della stessa città aveva già pronto il documento, ha finalmente redatto il nuovo statuto. Anche l’Università barese si è aperta alla democrazia e alla trasparenza, dando di fatto più potere agli studenti.

Secondo qualche commento a caldo degli studenti, l’università del capoluogo pugliese potrebbe trasformarsi da ateneo oligarchico a un sistema di diretta partecipazione sul futuro dell’ateneo stesso, nei limiti consentiti dalla Legge Gelmini.

Consolidato il potere nel senato accademico mentre nel consiglio di amministrazione sono stati ridotti gli esterni e incentivata l’iniziativa dei privati, ad esclusione di chi ricopre cariche politiche o sindacali.

Ribadita l’autonomia della facoltà di Medicina, scompaiono le facoltà dando più poteri per la didattica e la ricerca ai dipartimenti.

Il nuovo statuto si è fatto attendere, rispetto al Politecnico che ha accellerato i tempi avendo già nella giornata del 26 ottobre pronto il documento.

Luigi Dabbicco, Consigliere di Amministrazione per l’associazione Azione Universitaria, al quotidiano Go-Bari ha sostenuto che “i continui rinvii delle ultime ore sono stati legati a motivi per lo più di forma nella stesura della bozza dello statuto, e non a vere e proprie divergenze di opinione riguardo le modifiche approvate dal Cda“.

Cosa avrebbe comportato di concreto lo sforamento del termine fissato del 30 ottobre sul componimento dello statuto? Sarebbe intervenuto il Ministero per redigere di proprio pugno il documento e lo avrebbe imposto all’Università di Bari.

C’è chi ha espresso, intanto, il proprio malcontento verso lo statuto, come successo nei giorni scorsi. Ad esprimere la propria contrarietà l’universitario dell’Associazione Link Gianmatteo Vulcano, il quale ha votato contro in senato, e Studenti Indipendenti.

Quella legge è stata scritta con i piedi – spiega invece Giuseppe Belvedere di Studenti Indipendenti – e punta ad aumentare i corporativismi“.

Soddisfatto invece il rettore Corrado Petrocelli :

E’ la nostra Bibbia. Abbiamo messo nero su bianco valori sui quali si è fondata la nostra Università negli ultimi cinque anni: trasparenza, democrazia, libertà, integrazione“.

Danilo Ruberto

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