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31 ottobre 2011

L’Università Ca’Foscari di Venezia incontra Shakespeare

To be or not to be. This is the question!

Non è curioso che sia proprio il “cruccio esistenziale” di uno dei suoi personaggi più riusciti, Amleto, a descrivere emblematicamente, meglio di ogni altra definizione, la vicenda del Bardo di Stratford, il mitico William Shakespeare?

A rilanciare la “questione”, stavolta sul grande schermo, è stato il regista tedesco Roland Emmerich con il suo “Anonymous”, in Italia dal 18 Novembre.

Film al quale l’Università Ca’Foscari di Venezia ha deciso di dedicare lunedì 31 Ottobre, alle ore 18, presso Palazzo Pesaro-Papafava, un’interessante conferenza dal titolo “The Shakespeare Authorship Question”.

Interverranno due tra i massimi esperti in materia: il Prof. Stanley Wells, chairman of the Shakespeare Birthplace Trust, e Dr. Paul Edmondson, head of Learning of the Shakespeare Birthplace Trust, coadiuvati dal direttore del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati, Prof. Flavio Gregori, e dal Prof. Valerio de Scarpis, presidente del CIB (Circolo Italo-Britannico di Venezia).

Ago del dibattito, ovviamente, l’identità di Shakespeare: il genio che più di quattro secoli fa cambiò il volto del l’Inghilterra elisabettiana sarebbe in realtà un attorucolo spiantato e semianalfabeta che, al momento della sua dipartita, nel 1616, nulla avrebbe lasciato alla moglie e alle due figlie: né denaro né manoscritti.

«Non credo che un genio possa spuntare dal nulla. Il genio ha comunque necessità di un’istruzione. L’intero corpus delle opere shakespeariane evidenzia una conoscenza profonda delle lingue e letterature, della legge e, soprattutto, una conoscenza dettagliata dell’Italia. Elementi che il “semplice” William Shakespeare, proveniente da Stratford, non poteva avere».

Questa la tesi sposata da Emmerich nel suo film.
Una tesi che riconduce la paternità dell’intero corpus shakespeariano ad un’altra figura, stavolta realmente esistita: Edward de Vere, conte di Oxford, nobiluomo e cortigiano, nonché presunto amante della regina Elisabetta.

«Quello che conta davvero – chiarisce Rhys Ifans, l’attore che nel film interpreta il conte – non è darsi una risposta certa sulla reale identità dello scrittore, quanto invece continuare a porsi la domanda sul perchè tutte le sue opere ancora oggi continuano ad essere rappresentate, portate al cinema: la grande arte deve porre domande, non dare risposte».

Sarà. La parola intanto passa agli esperti. Non mancate!

Matteo Napoli

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