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18 ottobre 2011

Messina: 10 anni di test di ammissione a Medicina illegittimi

Il “caso” test di ammissione all’università sembra rimanere in uno stato di permanente questione aperta. Oggi in particolare, le notizie che arrivano dal Sud Italia ci raccontano di un altro caso in merito che sarebbe plausibile definire a dir poco allarmante.

Messina stamattina grida allo scandalo! Ma la questione qui in Sicilia è molto più complessa e intricata: non si parla delle solite problematiche relative ai test che presentano risposte uguali o domande sbagliate o dei contenuti delle stesse “anomali” come è successo a Roma o a Verona. Non c’è mai fine al peggio in fatto di test! Parliamo in particolare dei test di ammissione previsti ogni anno per l’ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’università di Messina.

Tali test, sottoposti a lunghe indagini, oggi sono stati oggetto di discussione e di sentenza da parte dei giudici messinesi. Secondo quanto dichiarato dal Consiglio di Stato i test di ammissione apparentemente svolti in modo “regolare” ogni anno presso la facoltà di Medicina, negli ultimi dieci anni sarebberero stati svolti, in realtà, tutti con modalità eclatantemente contrarie alla legge.

Il motivo di tale accusa, sferrata dall’avvocata Santa Delia e Michele Bonetti, deriverebbe dal fatto che in questo ultimo decennio i concorrenti ai test, sarebbero stati identificati nominativamente al momento di sostenere la prova, anziché con un codice a barre che garantisce equità e anonimato. Dunque, per ben dieci anni all’Università di Messina è stato commesso un reato, violando più o meno consapevolmente il principio di anonimato.

Secondo i giudici della sezione consultiva del Consiglio di Stato, quindi, potrebbe essere fondata l’accusa di violazione del principio dell’anonimato nello stesso momento della correzione delle prove. Pare, inoltre, che nell’atto della consegna dei plichi, già lo stesso inserimento dei test nelle scatole predisposte per l’occasione, avvenisse seguendo un ordine di tipo alfabetico dei candidati.

In concomitanza il Consiglio di Stato ha deciso, inoltre, di ammettere tutti i ricorrenti in sovrannumero.

Pasqualina Scalea

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