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15 ottobre 2011

Roma, l’etica nello sport riparte dall’Università Europea

L’idea di etica dovrebbe essere già essere presente con chiarezza in quella dello sport ed essere un suo elemento fondamentale“. Queste le parole del fuoriclasse azzurro Gianni Rivera che, tre giorni fa, nell’Aula Master dell’Università Europea di Roma, ha presentato le attività del Movimento per l’Etica e la Cultura nello Sport, MECS, per l’anno accademico 2011-2012.

Purtroppo– ha sottolineato Riveranegli ultimi anni, una certa tendenza al materialismo ha influenzato in modo negativo l’attività sportiva. Bisogna, invece, recuperare quei valori etici che la caratterizzano, con la consapevolezza che possano essere importanti anche nella vita di tutti i giorni. Secondo me, infatti, l’allenatore non è altro che un maestro di vita”.

Gli obiettivi di quest’anno si inseriscono nel solco già tracciato dall’attività del Mecs reduce dall’organizzazione meeting “Sir Alex Ferguson Incontra Roma”. L’Associazione Etica per eccellenza ha deciso così di ripartire dai suoi progetti ormai consolidati: La Giornata della Cultura Sportiva, La Festa Nazionale dell’Etica nello Sport e EtiCamp e i nuovo progetti Porta il Nonno al Camp e Segnaletica rivolto ai licei della Provincia di Roma.

Oltre a Rivera altri nomi celebri della missione ‘nobiltà sportiva’ come Paolo Del Bene, socio Fondatore del MECS, il rettore padre Paolo Scarafoni e Luca Pancalli, Presidente del Comitato Paralimpico che ha sottolineato il ruolo dello sport quale “strumento per recuperare le capacità dei giovani, ed essere promotore, portatore e rieducatore della società, attraverso i valori che offre l’etica.

L’idea di valorizzare l’etica nello sport – ha affermato il Rettore Padre Paolo Scarafonisi sposa perfettamente con il progetto formativo dell’Università Europea di Roma, orientato alla formazione integrale della persona. Lo sport, infatti, può avere una funzione educativa importante per i ragazzi, abituandoli a rispettare regole e comportamenti“.

In alcune situazioni del mondo di oggi – ha continuato il rettore – sembra trionfare un certo egoismo o la libertà di fare tutto senza pensare troppo agli altri. Lo sport, con le sue regole, può rappresentare una grande opportunità formativa per i giovani. Li può aiutare a costruire una sana cultura della convivenza e del rispetto degli altri. Inoltre può alimentare una costruttiva cultura dell’impegno, dello sforzo e del sacrificio, che può essere trasmessa anche nella vita quotidiana“.

Claudio Capanni

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