• Google+
  • Commenta
5 ottobre 2011

Udu Lecce: no all’indebitamento preventivo

L’Unione degli Universitari di Lecce esprime tutto il suo dissenso e la sua contrarietà per l’attivazione, da parte della Provincia, del progetto “Prestiti fiduciari agli studenti”. In un regime di tagli al diritto allo studio (oltre 140 milioni in 2 anni) e in un contesto come quello leccese dove la copertura delle borse di studio si attesta mediamente tra il 35 e il 40% degli aventi diritto, è inaccettabile che si ricorra a strumenti come quello del prestito d’onore destinato a creare solo un Debito che peserà sulle spalle di una generazione già martoriata e senza prospettive di futuro.

Nella settimana passata abbiamo letto sulla stampa locale articoli entusiastici riguardo questo provvedimento, ma fatichiamo a trovare un solo aspetto positivo nel Bando della provincia: leggiamo dell’intenzione di “sostenere i processi di crescita delle giovani generazioni”, della possibilità data ai giovani di avere “un libero accesso al sapere “ e ancora di una “serenità finanziaria” dovuta all’elargizione del credito. Ma come si può parlare di tutto questo relativamente ad un debito? Come ci si può scordare quello che dice e garantisce (ormai solo in teoria) la Costituzione italiana riguardo al libero accesso ai più alti gradi della formazione? Come si può investire in politiche debitorie e non di sostegno sociale in un contesto economico dove la disoccupazione giovanile cresce ogni giorno di più?

Ci raccontano la favola del credito facendo finta di dimenticare l’orribile spettro della precarietà con cui siamo obbligati a fare i conti. Inoltre, se in altri paesi la restituzione del debito è fissata non con un termine temporale bensì con l’ingresso nel mondo del lavoro, il Bando della Provincia fissa il termine a 7 anni, presupponendo che lo studente beneficiario sia in grado di restituire la somma con un massimo di 84 rate mensili. Supposizioni a parte la realtà ci racconta di una difficoltà oggettiva nel trovare lavoro negli anni immediatamente successivi al conseguimento del titolo di studio, e anche per i più fortunati che un occupazione la trovano, ma con contratti a tempo determinato che in media non superano i 400 € mensili, pare difficile immaginare una restituzione del debito senza difficoltà.

Per una corretta informazione ci pare poi doveroso sottolineare che non è vero, come si leggeva in articoli di giornale, che il credito verrà restituito senza alcun interesse, il bando è sufficientemente chiaro: lo studente dovrà restituire la somma elargita con l’obbligo di pagare gli interessi passivi maturati! Quindi più lungo sarà il periodo di restituzione, più lo studente dovrà pagare. Per l’ennesima volta è ben chiaro che a guadagnarci saranno ancora loro: le banche! Le stesse che sono sul banco degli imputati per la crisi recessiva che sta investendo l’Unione europea, le stesse che nel 2008 vennero salvate con soldi pubblici, le stesse che in caso di mancata restituzione del prestito saranno creditrici nei confronti degli studenti e che, apprendiamo dal Bando, potranno attivare “ogni azione (bonaria e legale) utile al recupero del credito, prima di richiedere l’escussione del fondo di garanzia, dopo la quale la procedura di recupero è demandata alla Provincia di Lecce gestore del fondo”.

Se poi ci affacciamo all’esperienza pluriennale di altri stati scopriamo che anche negli USA questo sistema è ormai arrivato al collasso: in media il debito degli studenti americani che conseguono il titolo di studio è pari a 24 mila Dollari ciascuno e solo il 56% dei neolaureati trova lavoro. Se a questo poi si aggiunge un aumento costante delle rette e al tempo stesso un taglio alle borse a ai finanziamenti pubblici è chiaro che l’utilizzo del prestito d’onore oltreoceano si può considerare un fallimento. Significativa inoltre può essere la proposta di 12 parlamentari del congresso americano: l’estinzione totale del debito accumulato dalle giovani generazioni.

Eccezioni diverse invece sono gli stati europei dove seppur questo strumento esista non vi è un ricorso sistematico al prestito. Difatti, ad esclusione di Italia e Grecia, tutti gli stati sono dotati del Reddito di Cittadinanza, cioè di quello strumento di sostegno sociale per giovani disoccupati e studenti meno abbienti: in Gran Bretagna dall’età di 18 anni lo Stato elargisce assegni mensili di 350 €, in Francia dai 25 anni in su è previsto un sussidio statale per i disoccupati al quale poi si aggiungono i contributi per l’affitto e le bollette, ed in Germania ad usufruire di un assegno di 345 € al mese sono addirittura tutti i disoccupati nella fascia tra 16 e 65 anni. Era il 1992 quando l’Unione Europea invitava tutti gli stati membri ad adottare forme di “reddito di cittadinanza”. In Italia, 19 anni dopo, ci propongono la cura del debito.

Chiediamo quindi alla Provincia di Lecce il ritiro di tale provvedimento e l’utilizzo dei 180mila € stanziati per la creazione di borse di studio che possano essere distribuite a tutti gli studenti meritevoli ma risultati idonei non vincitori per la mancanza di fondi statali.
NON VOGLIAMO DEBITO, VOGLIAMO BORSE E LE VOGLIAMO SUBITO!

Serena Valeriani

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy