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21 ottobre 2011

Unime, la procura ha chiuso l’inchiesta sull’assenteismo

La procura di Messina ha chiuso l’inchiesta sui presunti casi di assenteismo che si sarebbero verificati presso l’università di Messina. Il sostituto procuratore, Adriana Sciglio, titolare inchiesta ha chiesto infatti,il rinvio a giudizio per 18 persone accusate a vario titolo di abuso d’ufficio e truffa.

Secondo gli inquirenti, gli indagati, tutti funzionari amministrativi e docenti dell’ateneo siciliano, si sarebbero assentati dal posto di lavoro ingiustificatamente , ricorrendo a certificati medici falsi e richieste di permesso non valide e in alcuni casi avrebbero fatto timbrare il cartellino a terze persone. Tra le carte processuali spunta anche il nome della moglie del rettore Melita Grasso, impiegata presso la struttura UniMesport dell’ateneo messinese.

Nel frattempo, la procura sta indagando anche su presunti brogli nella gestione e assegnazione di concorsi e borse di studio.

Due i concorsi “sospetti”, finiti sotto la lente d’ ingrandimento della magistratura. Il concorso a tempo indeterminato nell’area tecnica della facoltà di scienze della formazione, vinto da Girolamo Barbera, figlio della professoressa Ursino, docente presso la facoltà stessa, e quello per ricercatore universitario in Geografia economico-politica sempre alla facoltà di Scienze della Formazione vinto da Simona Epasto, nipote della docente Concetta Epasto.

Le borse di studio su cui gli inquirenti indagano invece, sono quelle che riguardano la nipote di Grasso e le nuore dei docenti Giovanna Ursino e Letterio Smeriglio.

Vincenzo Amone

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