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29 ottobre 2011

Unipa, in arrivo uno statuto che rivoluzionerà l’Università

Un vera e propria rivoluzione didattica quella prevista dallo Nuovo statuto d’ateneo dell’Università di Palermo.

La nuova carta statutaria prevede infatti la scomparsa delle facoltà che diverranno aggregazioni di dipartimenti e assumeranno la denominazione di strutture di raccordo, all’interno delle quali confluiranno glia attuali 119 corsi di laurea attivi nella città siciliana. Ogni struttura di raccordo, sarà coordinata da un presidente.

La didattica sarà scomposta in cinque macro aree: medica, tecnologica con ingegneria ed architettura, giuridico economica, umanistica e scienze naturali biologiche ed agrarie.

Vi saranno sostanziali cambiamenti anche in seno agli organi collegiali d’ateneo.

La novità più radicale tuttavia riguarda la gestione del potere decisionale, che dal senato passa al consiglio di amministrazione e ai 32 dipartimenti, come ha spiegato il rettore Lagalla“Il cda assumerà il governo pieno e responsabile dell’Ateneo mentre il Senato accademico avrà funzioni di indirizzo politico e di definizione di linee guida, orientamenti e pareri».

Altre novità riguardano la composizione del consiglio d’amministrazione e del senato accademico. al tavolo del nuovo cda ci saranno il rettore, quattro docenti, due componenti esterni che saranno individuati con bando pubblico, un rappresentante eletto dal personale tecnico amministrativo e uno eletto dagli studenti.

Il senato invece, sarà composto da due professori ordinari, otto direttori di Dipartimento,cinque associati, cinque ricercatori, un rappresentante eletto dagli assegnisti di ricerca, tre eletti dai tecnici amministrativi e cinque dagli studenti, uno dei quali in rappresentanza dei dottorandi di ricerca e degli specializzandi.

Non siederanno più tra gli scranni del senato, i presidi di facoltà, i quali tuttavia, potranno rimanere in carica nella fase di transizione che si dovrebbe concludere nel 2014 e sarà guidata dal rettore che quale secondo le nuove normative, potrà rimanere in carica ancora un anno per traghettare la fase di passaggio al nuovo statuto.

Vincenzo Amone

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