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21 ottobre 2011

UniPd. Dalla medicina di laboratorio alla medicina dello sport

Qual è la relazione tra il medico dello sport e il medico di laboratorio? In che modo l’esercizio fisico influenza i test di laboratorio? Quali sono i nuovi orizzonti dell’antidoping?

Se ne parlerà martedi 25 ottobre 2011, dalle ore 8.00, in Aula Magna di Palazzo del Bo, nel corso della International Conference on Laboratory Medicine 2011 dal titolo “Laboratory Medicine and Sports: between Scylla and Charybdis”. Giunto alla sua 18° edizione il Congresso è dedicato alla memoria del prof. Angelo Burlina.

Quest’anno la conferenza si propone di sottolineare e discutere l’importanza dell’interrelazione tra medici sportivi e di laboratorio e di analizzare i rapporti tra medicina di laboratorio ed esercizio fisico. Il convegno vuole essere anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte in merito alle pratiche dopanti e le strategie per identificarle e combatterle.

Il convegno è presieduto da MARIO PLEBANI, docente di Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica all’Università di Padova, e organizzato dal Dipartimento di Scienze Medico-Diagnostiche e Terapie Speciali con il patrocinio della Federazione delle Società Italiane di Medicina di Laboratorio (FISMeLAB). Sarà articolato in due sessioni, “Sport and Laboratory Medicine” e “Doping and Antidoping”, che vedranno l’intervento di relatori provenienti da Istituti Italiani ed esteri.

«Medicina di laboratorio – spiega Mario Plebani – è un termine coniato nel nostro Paese da Angelo Burlina, professore di Biochimica Clinica dell’Università di Padova, che ha avuto il merito di creare un corpo dottrinale per la disciplina attraverso la pubblicazione di volumi ed opere. La Scuola che Burlina ha fondato ha permesso di orientare la politica accademica e assistenziale verso la giusta rotta che è e rimane l’informazione di laboratorio all’interno del quesito clinico e finalizzata al miglioramento dei percorsi di diagnosi e cura. La conferenza del 25 ottobre è un ulteriore passo in avanti nella dimostrazione dell’indispensabile integrazione fra informazioni di laboratorio e clinica per migliorare la gestione e la promozione della salute».

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