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21 ottobre 2011

UniTo: oltre 13.000 nuovi iscritti al primo anno

L’’Università di Torino da alcuni anni vede crescere i propri iscritti in maniera consistente e in netta controtendenza nei confronti della realtà nazionale. “Ciò
ha costituito motivo di forte compiacimento – dichiara il Rettore Ezio Pelizzetti – e ha consentito di avviare con gli enti locali e in particolare con la Città di Torino un coerente e fecondo discorso di sviluppo ulteriore delle potenzialità economiche, sociali e culturali connaturate alla dimensione di Città universitaria che Torino va sempre più assumendo. “

L’’analisi dei dati delle nuove immatricolazioni di quest’anno, chiusesi il 14 u.s., appare più complessa.
Elementi nuovi, generali e specifici, intervengono, infatti, a condizionare sia le scelte dei nuovi studenti sia le modalità secondo cui occorre articolare la
valutazione in merito ai numeri complessivi degli iscritti.

Gli iscritti all’Università di Torino alla data del 14 ottobre ammontano a 12.969 unità e si pongono quindi sullo stesso livello dello scorso anno. Se si considerano soltanto le facoltà ad accesso libero si registra complessivamente una crescita del 4% rispetto all’anno scorso: in particolare aumentano in modo consistente le facoltà di Lingue (+19%), di Giurisprudenza (+12%), di Scienze MFN (+6% complessivamente, ma con picchi di +30% per i corsi di Chimica e di +27% per quello di Scienze
Naturali); ancor più significativo (+62%) l’incremento degli iscritti per la Scuola di Amministrazione Aziendale, mentre risulta stabile Agraria (+1%); in calo invece Scienze Politiche (-9%) e Lettere (-10%) cui non ha certo
giovato la campagna di stampa della scorsa estate incentrata sull’ipotesi, solo in parte fondata, che nei prossimi dieci anni non ci sarà più alcuna disponibilità di posti da insegnante nella scuola secondaria.

In generale i numeri degli immatricolati sono ovviamente condizionati dalla programmazione ministeriale e dalla programmazione locale (e per programmazione locale intendiamo la necessaria valutazione del numero dei
docenti, delle strutture disponibili, del rapporto studenti/ docenti); se Torino, quindi, come in più circostanze si è sottolineato, ambisce a realizzarsi come
Città universitaria dovrebbe certamente essere portata avanti una seria considerazione sui fondi statali che vengono assegnati all’Università di Torino da anni penalizzata da un pesantissimo sottofinanziamento.

Se si fa riferimento alle quattro facoltà a numero programmato ministeriale e alle tre facoltà a numero programmato locale occorre segnalare che il numero di posti disponibili a programmazione ministeriale è di 2.057
mentre si sono iscritti al test 10.050 studenti; il numero di posti disponibili a programmazione locale è invece di 3.767 mentre si sono iscritti ai test 8.225 studenti (a cui vanno aggiunti i 350 posti ministeriali di Scienze
della Formazione Primaria).

L’’incremento degli iscritti stranieri si attesta al +9%; in totale gli studenti stranieri rappresentano più del 6% degli iscritti con percentuali particolarmente rilevanti a Lingue (16%), a Medicina II (9%), a Economia (8%), a Scienze Politiche (8%), a Giurisprudenza (7%). Fra gli studenti stranieri neoiscritti 258 provengono da Stati dell’’Unione Europea (in percentuale analoga rispetto allo scorso anno), mentre ben 531 provengono da Paesi non comunitari con un progresso del 15% rispetto all’anno
precedente.

Ancora, in generale, fra gli iscritti al primo anno si rileva una netta prevalenza delle femmine (61%) sui maschi (39%). Da Torino e Provincia provengono 7.924 nuovi iscritti; dalle altre province piemontesi provengono 2.974 nuovi studenti; 1.302 provengono dalle altre Regioni di Italia (con un incremento del 14% rispetto all’anno accademico scorso), a cui si aggiungono – come già detto – 789 nuovi iscritti stranieri (in totale, quindi, gli studenti fuori Regione e gli studenti stranieri rappresentano il 16% degli immatricolati, con una crescita del 12% rispetto allo scorso anno).

Tenendo dunque conto che esistono ancora 836 posti programmati disponibili da ricoprire, nonché 350 posti per Scienze della Formazione Primaria il cui test di accesso si è appena tenuto e i cui esiti sono stati comunicati soltanto il 19 ottobre u. s., e considerando altresì che è possibile immatricolarsi ai corsi ad accesso libero pagando la penalità di mora fino al 20 dicembre, si può presumere fondatamente che i nuovi iscritti al primo anno supereranno la quota di 14.000.

“Soddisfazione – aggiunge il Prorettore Sergio Roda – per l’’azione anticiclica che l’Ateneo torinese riesce ancora ad esercitare, stimolo a un impegno ulteriore per corrispondere adeguatamente alla fiducia che l’alto numero
di iscritti continua a nutrire sulla qualità della nostra Università, ma anche preoccupazione che, perdurando le restrizioni di risorse, non si possano mantenere per ricerca, didattica, alta formazione e servizi agli studenti quegli elevati standard e quelle punte di eccellenza che hanno consentito a Torino di distinguersi a livello nazionale e internazionale e che ne fanno tuttora una sede universitaria fra le più attrattive e stimate.

Di qui la necessità di incrementare soprattutto la sinergia con gli Enti locali, con il tessuto produttivo e con il mondo del lavoro e della cultura piemontesi nella reciproca convinzione che o si superano insieme le difficoltà della crisi o si rischia un declino comune.”

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