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6 ottobre 2011

Vigilanza UniMe: chiesto rinvio a giudizio di 18 persone

La procura di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio per 18 persone, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per la vigilanza all’Università della città siciliana.

Pesanti i presunti capi d’accusa: si va dall’estorsione, alla concussione, minacce, rivelazione di segreto d’ufficio, appropriazione indebita con l’aggravante di prestazioni d’opera, truffa, turbativa d’asta, falso in bilancio e falsa testimonianza. Accuse che pendono sul capo degli indagati coinvolti a vario titolo.

Nelle maglie del provvedimento finiti anche nomi illustri del panorama istituzionale. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda infatti, il funzionario comunale Carmelo Altomonte, il vice prefetto aggiunto Gabriella Maria Ciriago, a cui si aggiungono, Pietro Cacace, Federica Cacace, Massimiliano Carrozza, Antonina Corio, Cristina Corio, Daniela Corio, Natala Corio, Emanuele Galizia, Giuseppe Giammillaro, Marco Lenci, Giuseppe Marisca, Pietro Previte, Salvatore Privitera, Maria Russo, Vincenzo Savasta e Pietro Sofia.

Chiesta l’archiviazione invece per Carmela Grasso, moglie del rettore, Francesco Tomasello , funzionaria amministrativa dell’ateneo e per altri due indagati, Antonio Lo Giudice e Salvatore Formisano.

L’ indagine era scaturita dalle dichiarazioni rese da Daniela Corio, cotitolare dell’agenzia investigativa ” Il Detective”, la quale aveva denunciato presunte pressioni da parte di alcuni degli indagati, a carico della madre che, all’epoca dei fatti gestiva l’agenzia, per ottenere benefici e riuscire a controllare la società. la Iorio inoltre, sostenne che, la moglie del rettore avrebbe chiesto soldi per far ottenere appalti alla stessa agenzia, al Policlinico e all’Università.

La posizione della Grasso tuttavia, come emerge della carte processuali, è stata chiarita. Per la funzionaria l’archiviazione è stata chiesta, in quanto da accertamenti bancari non risulterebbero versamenti da parte de “Il Detective” sul conto della donna.

Si attendono sviluppi sulla vicenda, in attesa dei quali nessuno è colpevole o innocente, è bene chiarirlo.

Vincenzo Amone

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