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13 novembre 2011

50 milioni di euro per l’Università di Messina

“L’Università di Messina, da sola, grazie alla capacità progettuale dei suoi gruppi di ricerca e’ riuscita a superare la valutazione nazionale ed avere la più grande entità di risorse finanziarie in assoluto e nel confronto con gli altri Atenei. Il finanziamento complessivo supera i 50 milioni di euro. Il PON e’ uno strumento grazie al quale il sistema della ricerca ed il mondo delle imprese individuano e sviluppano nuove soluzioni per innalzare la loro competitività.
La finalità e’ favorire la capacità di produrre ed utilizzare ricerca ed innovazione di eccellenza in modo da assicurare al territorio sviluppo duraturo e sostenibile.”

Questo recita il recente comunicato del MIUR, che con il decreto dell’11 Novembre 2011 ha approvato gli atti della Commissione di Valutazione per il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 per le Regioni Convergenza.

È una grande notizia per l’Ateneo messinese, che recentemente ha attraversato un periodo di crisi a causa di alcuni errori commessi nel procedimento dei test d’ingresso alla Facoltà di Chirurgia e Medicina, e nella programmazione degli esami del corso di laurea di Scienze Politiche.

“Grandissima soddisfazione per questo risultato straordinario che e’ largamente dovuto al valore dei Progetti dei gruppi di ricerca dell’Ateneo”. Ad esprimersi è l’orgoglioso rettore Francesco Tomasello, che continua dicendo:

“Siamo stati fino al 12 agosto di questo anno a tenere riunioni e a firmare tutte le carte progettuali disegnando quello che poteva apparire un libro dei sogni ed oggi e’ una splendida realtà.”

“E’ una grande notizia per il nostro Ateneo e per il nostro territorio al cui sviluppo la ricerca universitaria dedica il suo impegno. Le potenzialità erano già tutte presenti. A noi e’ toccato il privilegio di valorizzarle e di metterle in rete, dimostrando che il lavoro di squadra vince e che una Istituzione coesa e solidale può raggiungere i più grandi traguardi.”

“Le ricadute per l’intero Ateneo e la città sono facilmente immaginabili e investiranno anche indirettamente anche le Facoltà umanistiche. E’ arrivato il momento di dire che il trasferimento tecnologico e’ solo una parte rilevante del trasferimento dei saperi.” ha concluso infine il rettore.

Maria Salette Porzio

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