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10 novembre 2011

Accordo Università di Macerata e Camerino: cambiamenti?

Il 26 Novembre del 2009, il presidente della Provincia di Macerata, Franco Capponi e gli allora rettori Roberto Sani dell’ Università di Macerata, e Fulvio Esposito dell’ ateneo di Camerino siglarono un accordo, che doveva inaugurare una nuova stagione di collaborazione e integrazione tra i due enti accademici.

Un accordo che fu salutato come punto di svolta da molti, e da altri fu vissuto con preoccupazione, sopratutto nell’università di Camerino.

A distanza di due anni dalla stipula dell’accordo, è possibile tracciare un primo bilancio sulla sua effettiva applicazione e sulle conseguenze in termini di benefici, costi e svantaggi che esso ha generato nelle due università.

Un’operazione possibile solo se si analizzano i capisaldi dell’intesa.

Tra i punti centrali vi era l’abolizione del facoltà doppie, presenti cioè, sia a Camerino che a Macerata. Punto fortemente contestato questo, dalla popolazione studentesca di Camerino, la quale temeva che le Facoltà di Scienze politiche e Giurisprudenza venissero spostate definitivamente a Macerata, come del resto era previsto dall’accordo. In realtà, però, a distanza di due anni, Unicam mantiene due corsi di laurea triennali in Scienze dei servizi giuridici e Scienze politiche, oltre a un corso quinquennale in Giurisprudenza.

Inoltre era prevista la cancellazione della Facoltà di Veterinaria di Matelica, afferente all’università camerete e la creazione di corsi di laurea in Infermeria veterinaria e di Sanità animale, quindi due corsi triennali e non più uno quinquennale, ma anche questo punto dell’accordo è rimasto sulla carta. Veterinaria infatti risulta ancora attiva a camerino.

Nell’accordo era anche stabilita una ripartizione dei fondi universitari eguale tra le due università. Il fondo base però, è rimasto inalterato rispetto allo scorso anno. Nel complesso il Fondo è stato ridotto del 3,7 per cento e le varie Università italiane hanno subito una riduzione del 4 per cento rispetto al 2010. Gli unici atenei a essere scampati al taglio della «quota base» sono quelli de L’Aquila (per il terremoto), Urbino (dove è in corso un processo di statalizzazione) e, appunto, Camerino e Macerata.

Sul fronte dei servizi bisogna ricordare che le due università marchigiane hanno ridotto i costi per l’espletamento di pratiche burocratiche, rendendo compatibili i rispettivi sistemi informatici e allineando le procedure delle scuole di dottorato.

In sotanza, d nostante le paure e le prouccpazioni, pare che nulla sia cambiato dal punto di vista didattico. Le due strutture infatti, mantengone le facoltà intatte e da questo punto di vista l’accordo non è stato rispettato e quindi sotto questo aspetto i costi di gestione sono rimasti identici. Ma in compenso si riducono le spese di gestione burocratica.

Vincenzo Amone

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