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29 novembre 2011

“Agguato a Giacomo Mancini. Storia di un processo per ‘ndrangheta senza prove”

Dopo essere stato rinviato a giudizio, tra Natale e Capodanno del 1994, e per questo sospeso dalla carica di Sindaco di Cosenza, l’On. Giacomo Mancini, uno dei politici italiani più prestigiosi del dopoguerra, segretario nazionale del Psi, parlamentare di lungo corso, più volte Ministro negli anni del centrosinistra, veniva condannato dal Tribunale di Palmi a tre anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa.

Alla formulazione di quella gravissima sentenza avevano contribuito numerosi pentiti, il cui anomalo utilizzo ma, ancor più, l’inquietante inattendibilità delle loro dichiarazioni, dimostrata nelle diverse fasi processuali che avevano preceduto il verdetto, erano stati messi in luce dai difensori di Mancini, rimasti però inascoltati.

Nè avevano sortito l’effetto sperato, le testimonianze di autorevoli rappresentanti di Governo, circa l’impegno contro la mafia condotto da Mancini in oltre cinquant’anni di attività politica, tra i banchi di Montecitorio e nelle difficili responsabilità di Governo alle quali era stato chiamato
.

Poco più di un anno dopo dal giudizio di primo grado, la Corte d’Appello di Reggio Calabria annullava la sentenza di Palmi per incompetenza territoriale, rimandando tutti gli atti a Catanzaro. Dopo un’istruttoria durata quindici mesi, Mancini era assolto perché “il fatto non sussiste”.

Finiva così un incubo giudiziario, coinciso con il fenomeno di “Mani Pulite”e il disfacimento della classe politica della Prima Repubblica e la frantumazione del sistema dei partiti che fino ad allora avevano governato l’Italia.

Quest’episodio “oscuro” della recente Storia d’Italia viene oggi racconta uno dei suoi difensori, l’avvocato Enzo Paolini, e dal giornalista di “Gazzetta del Sud” Francesco Kostner nel libro “Agguato a Giacomo Mancini. Storia di un processo per ‘ndrangheta senza prove”, Rubettino editore.

La presentazione del libro è in programma per mercoledì 30 novembre presso La Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno.

Lo comunica un comunicato ufficiale del sito ufficiale dell’Università degli studi di Salerno.

All’evento parteciperanno Emilio D’Agostino, Presidente del Comitato tecnico-scientifico della Scuola di Giornalismo; Tarcisio Amato, docente di Storia delle Dottrine Politiche; Paride Leporace, direttore de “il Quotidiano della Basilicata” e Franco Piperno, docente dell’Università della Calabria.

La presentazione del volume, sta richiamando l’attenzione dei media nazionali, in quanto la vicenda Mancini divenne, certamente insieme con altre, il paradigma di come settori della Magistratura, vollero attribuirsi una sorta di “diritto ”a condizionare e indirizzare, la scelta della classe politica italiana, a tutti i livelli.

Essa, è allo stesso tempo,un manifesto della democrazia, del coraggio e della moralità di indubbio valore , ma mi verrebbe da dire: siamo sicuri che sia una consuetudine superata? A voi la risposta.

Lucia Celenta

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