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5 novembre 2011

Dall’Orientamento informativo a quello formativo

Tutta la vita dell’essere umano è caratterizzata da una serie di scelte che tendono ad incanalare la vita di tutti noi, su un preciso binario.

Dalla scelta che viene in concreto intrapresa, si capisce – o si dovrebbe capire – la personalità del soggetto in questione.

Una delle questioni più annose riguarda la “via del sapere” ed in particolare il settore scolastico ed universitario che ogni ragazzo/uomo deve intraprendere.

Sì è giusto fare questa differenza che non è solo terminologica.

Già perchè il soggetto, quando si tratta di scegliere la scuola da frequentare, data la sua giovane età non può certo dirsi un uomo; tutt’al più ragazzo.

Il livello dell’ immaginaria asticella, però, si sosta all’insù quando si tratta di scegliere il percorso atenieristico che è più nelle corde della persona.

In tale età, e dato il raggiungimento della maggiore età, il soggetto (che ho chiamato “uomo”) deve – o dovrebbe essere – più idoneo ad attendere i propri interessi. Potrebbe essere capace di scegliere da sè la strada migliore da percorrere.

Purtroppo però si registra un regresso nel campo delle scelte primarie che sono proprie della vita di tutti noi.

Ho scelto però in questo articolo, di soffermarmi in particolare, sulle difficoltà di orientamento accademico.

Dopo l’acquisizione del diploma – un titolo di studi che secondo me ormai è declassato in tutta la sua essenza – (mi si permetta di esternare quest’idea del tutto personale) lo studente, anzi per meglio dire la futura neo-matricola, trova immane difficoltà nello scegliere la facoltà su cui basare il suo prossimo ciclo di studi.

Un fenomeno questo, che, almeno nel nostro Paese è diventato una triste realtà.

Ed ecco che gli atenei italiani – per fortuna – “scendono in campo” come supporto da offrire “al viandante che ha perso la bussola”.

Un momento essenziale per far prendere consapevolezza allo studente dell’importanza della propria scelta.

Anche l’Università Federico II di Napoli, da anni, anche con l’ausilio di alcuni progetti quali “Porta” ed “Orienta” continua a prodigarsi per rendere effettiva tale consulenza.

L’accoglienza dei neo diplomati, è effettuata dal SOFTel, che si interessa di orientamento in ingresso, in itinere ed in uscita.

Un percorso orientativo, che, risulta oggi ancora più essenziale se si tiene conto dei continui riforme che sono state imposte all’università ed alla scuola superiore.

Per superare queste difficoltà, è necessario il dialogo.

Dialogo che coinvolge sia i docenti che i discenti.

E’ solo così che la scelta della studente può essere fatta avendo poi in futuro risultati soddisfacenti. Se, infatti, dopo il colloquio tra le parti, c’è la consapevolezza da parte della matricola, a giovarne idealmente sarà tutta la società proprio perchè dopo aver terminato il proprio percorso di studi, nel mercato si immetterà un professionista consapevole e sicuro dei propri mezzi.

Marco Cristofaro

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