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13 novembre 2011

E-Cat: fusione fredda a Bologna?

Stando a quanto sostiene il suo inventore Andrea Rossi, potrebbe dare il via ad una rivoluzione in campo energetico: si chiama E-Cat l’apparecchio attraverso il quale la fusione fredda, un processo che in teoria risolverebbe qualsiasi problema di approvvigionamento energetico, dovrebbe finalmente diventare realtà. Gli esperimenti su questa apparecchiatura vanno avanti da gennaio e vengono condotti in un capannone in via dell’Elettricista a Bologna: finora gli unici ad eseguirli sono stati Rossi ed i suoi collaboratori, alla presenza di pochi osservatori esterni, ma lo stesso Rossi ha siglato, qualche mese fa, un contratto con l’Università di Bologna nel quale si impegna a versare 500.000 euro al Dipartimento di Fisica per una verifica indipendente sull’E-Cat. Nell’ultima settimana la stampa ha dedicato parecchia attenzione a questi eventi, anche usando toni entusiastici, ma il 5 novembre l’Università ha diffuso un comunicato nel quale si legge che il contratto con Rossi non è ancora stato attivato e che l’Ateneo non è in alcun modo coinvolto con gli esperimenti condotti finora sull’E-Cat. Perché l’Alma Mater ha ritenuto di dover fare queste precisazioni?

Una spiegazione potrebbe essere il curriculum non proprio cristallino dell’inventore: Andrea Rossi, che non è laureato in Fisica, ma in Filosofia della Scienza, e ha conseguito il titolo di ingegnere chimico presso la Kensington University in California (istituto non accreditato come ente educativo dal governo americano, e chiuso dalle autorità federali nel 2003), ha subito, nel corso degli anni, numerosi processi per vari reati. Il più famoso è quello legato alla Petroldragon, società fondata da Rossi negli anni ’70 che avrebbe dovuto trattare rifiuti solidi urbani per trasformarli in combustibile fossile: la società e Rossi furono rinviati a giudizio per aver stoccato grandi quantità di rifiuti tossici senza le dovute precauzioni e autorizzazioni, e benché Rossi non sia stato condannato personalmente per questa ed altre vicende (mentre ha subito 5 condanne per reati fiscali), il Tribunale ha comunque ordinato un risarcimento alla Regione Lombardia, che ha dovuto spendere circa 41 milioni di euro per bonificare le zone inquinate. Rossi, dichiaratosi nullatenente, non ha contribuito al risarcimento, ma le aziende che a lui si erano affidate per smaltire i rifiuti sì.

Certo, le traversie giudiziarie di Rossi, che da parte sua si è sempre dichiarato un perseguitato, non dimostrano che questa della fusione fredda sia una bufala, anche perché il suo principale collaboratore in questa impresa, il professor Sergio Focardi, può vantare un curriculum impeccabile. Tuttavia, sull’effettiva validità della scoperta di Rossi esistono anche perplessità di carattere scientifico, che qui non è possibile riportare in maniera dettagliata. Per riassumerle brevemente, si può dire che la prima obiezione risiede nel fatto che né RossiFocardi siano finora riusciti a fornire alla loro scoperta una solida base teorica; in secondo luogo, tutti gli esperimenti svolti sono stati condotti dagli stessi Rossi e Focardi, senza che gli osservatori esterni potessero intervenire in alcun modo per verificarne la validità o anche solo per capire come funzioni l’E-Cat (questo riserbo, giustificato dal fatto che l’apparecchio non è ancora stato brevettato e quindi dal timore che possano verificarsi episodi di spionaggio industriale, ha fatto sì che nessuna tra le più importanti testate scientifiche abbia preso seriamente in considerazione l’E-Cat); infine, le uniche pubblicazioni riguardanti l’E-Cat sono apparse sul “Journal of Nuclear Physics”, che è un blog gestito dallo stesso Rossi, e le uniche peer reviews (lett. recensioni tra pari, cioè verifiche effettuate da scienziati estranei al progetto ed indipendenti) sono curate o da Rossi o da suoi collaboratori.

Cosa si può ricavare da tutti questi elementi? Allo stato attuale delle cose non si può dire con certezza né che la scoperta di Rossi e Focardi sia davvero rivoluzionaria come sembrerebbe né che sia una bufala. Per ora non si può fare altro che aspettare i prossimi sviluppi: fino ad allora dare un giudizio valido sulla questione è impossibile.

Andrea Mari

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