• Google+
  • Commenta
30 novembre 2011

In Italia sbarca LinkedIn

Ariel Eckstein: “Qui abbiamo superato due milioni e mezzo di iscritti, in tanti sono pronti a lasciare il Paese”.L’amministratore delegato per l’Europa, Africa e Medio Oriente del social network che conta 135 milioni di iscritti nel mondo dice: “Gli italiani usano LinkedIn come gli iscritti di tutto il mondo”.

Donne e uomini usano il proprio profilo professionale per trovare ed essere cercati da altri professionisti e per acquisire conoscenze e informazioni. Grandi aziende come Telecom, Ferrari, Ibm, ma anche l’Università Bocconi, usano LinkedIn per coinvolgere il pubblico professionale. I settori italiani più rappresentati sul social network sono l’information technology, le telecomunicazioni, il marketing e la pubblicità“.

LinkedIn è il social network dei professionisti, in cui aziende e lavoratori si incontrano grazie ai loro interessi comuni. Il 52% dei lavoratori italiani è pronto a ricollocarsi in Europa e negli Stati Uniti per continuare a seguire la propria carriera”, così Milano diventa l’obiettivo di una nuova sede per l’azienda che in borsa è schizzata oltre quota 100.

Questo bacino è però abbastanza ristretto: su LinkedIn non puoi aggiungere una persona a meno che tu non la conosca, non puoi vedere il suo profilo se non entri nella sua rete, non puoi vedere il profilo di altri utenti se non vuoi che si sappia che tu l’abbia fatto.

La situazione attuale europea non è delle migliori, ma più passano i mesi e più ci accorgiamo di quanta rilevanza abbia avere un profilo su tutti i social network. Facebook ci permette di avere una nuova identità “virtuale” (foto, info e bacheca), mentre LinkedIn professionale.

Quest’ultimo ti permette di mettere il tuo curriculum online e di poter agganciare rapporti con le aziende più similari al tuo profilo. I ragazzi più timidi riesco ad avanzare pretese verso le multinazionali e le aziende fissano colloqui di lavoro anche in base “rappresentazione” che abbiamo fatto di noi.

E poi esiste anche il LinkedIn di serie A con i servizi a pagamento, destinati soprattutto alle aziende e ai cacciatori di teste. Pur essendo un’azienda statunitense, nata a Palo Alto, si sta espandendo al ritmo della luce in Europa (due nuovi membri al secondo si aggiungono a questo mondo), oltre due milioni e mezzo di iscritti in Italia.

Il fondatore Reid Hoffman, nel 2003, mette in moto una macchina per i professionisti (Milano, Roma e Bologna ne sono completamente assorbite).

Una ricerca elaborata da Ipsos dimostra che il 52% dei professionisti italiani è disposto ad andar via per migliorare la propria carriera: solo il 10% non lascerebbe per nessun motivo il proprio Paese, mentre il 62% rimarrebbe in Europa e il 24% cercherebbe fortuna negli Stati Uniti.

“E’ chiaro che il panorama lavorativo diventa sempre più internazionale – dice Eckstein – anche se i professionisti intervistati per la ricerca non segnalano, per il 2012, nessuna riduzione della forza lavoro nelle proprie aziende”.

Alessandra Calapà

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy