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2 novembre 2011

Gerhard Richter: là, dove la fotografia si trasmuta in Pittura

Gerhard Richter
Gerhard Richter

Gerhard Richter

Da qualche settimana al Tate Modern di Londra è stata allestita una mostra esclusiva: un percorso nella vita, negli attimi e nell’intimità di un grande artista, Gerhard Richter.

Il cammino si snoda tra un centinaio di opere, ripercorrendo la sua formazione artistico- personale, tra pennellate di colore e immagini che virano verso l’assurdo.

Gerhard Richter frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Dresda, luogo in cui sviluppa il suo talento artistico e la consapevolezza di trovarsi avvolto in una morsa, i cui confini troppo limitati impediscono il suo slancio artistico. Questa critica razionale della sua quotidianità, trova supporto nell’espressione multicolore e sfaccettata di pittori come Pollock, Fautrier e Fontana, che liberi da qualsiasi vincolo, sperimentavano nuove tecniche e forme d’espressione. L’incontro/scontro con la sua realtà e la libertà di pensiero della Germania dell’ovest, indurranno l’artista a passare al di là della cortina di ferro. Il suo background è fondamentale per interpretare il senso di ogni suo lavoro.

Le opere sono l’esempio dell’ecletticità del pittore. Egli riprende l’idea “Pop”, di utilizzo e consumo delle immagini quotidiane e massmediatiche, per esasperare la realtà, con una tecnica definita Iperrealista. Le sue tele hanno la parvenza di una foto, ma trasudano l’emozione e il duro lavoro di ore trascorse a perfezionare ogni dettaglio. Il suo iperrealismo si fa beffa della riproducibilità tecnica del mondo moderno, per conferire all’oeuvre un velo onirico, in cui lo sguardo umano non riuscirà mai a carpire in pieno l’immagine, le figure, il messaggio delle sue linee. Ma se la sua fama dipende dalla labilità tra fotografia e pittura, accanto a questo stile, egli sa dar voce a pennellate astratte, che raccolgono su tele giganti masse enormi di colore.
Richter si rinnova in colori vivaci, splendenti e moderni, creando tele che somigliano a monocromi, ma le masse di colore stese con spatole enormi tradiscono venature multicolore, in cui, ad ogni strato corrisponde un’emozione, un’esperienza che fuoriesce dal tutto.
Testimone di un secolo difficile e di esperienze destabilizzanti, le sue opere narrano il passato, ricostruendo ciò che ci circonda, un percorso storico in una realtà moderna.

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