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24 novembre 2011

Porte chiuse al Polifunzionale dell’Univaq inaugurato a settembre

Il centro Polifunzionale dedicato a Hussein Hamade, lo studente universitario israeliano deceduto nella casa dello studente per il sisma che ha colpito la città de L’Aquila, da quando è stato inaugurato lo scorso 23 settembre non è ancora in funzione, risultando inaccessibile agli studenti dell’Univaq.

Ora che il silenzio è calato sul padiglione universitario finanziato dal governo di Israele, dall’associazione consorti del Ministero degli Affari Esteri, dalla Banca popolare di Sondrio, etc. , i ragazzi che dovevano già usufruire della neo struttura si sentono presi in giro.

A far riparlare del padiglione, forse per la volta definitiva, è Emiliano Pitotti che, raccolte le illusioni dei propri colleghi universitari, ha indirizzato una lettera ai rappresentanti del governo italiano e israeliano, all’Università dell’Aquila, agli enti locali e a tutti gli sponsor che hanno finanziato l’opera :

A due anni e mezzo dal sisma siamo ancora qui a legittimare il nostro diritto allo studio, a imprecare che qualcuno dall’alto si ricordi di Noi studenti, ma non è dell’Altissimo che stiamo parlando, a scrivere per l’ennesima volta ulteriori righe perché il tasso di sopportazione è giunto ormai al culmine.

La struttura donata dal governo di Israele (in memoria di Hussein Hamade, studente universitario israeliano, deceduto a seguito del sisma del 6 aprile 2009), dall’associazione consorti del Ministero degli Affari Esteri, dalla banca popolare di Sondrio, (…) dall’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila era addirittura pronta un mese prima dell’inaugurazione.

Oggi 23 Novembre, a due mesi dall’inaugurazione il centro è ancora chiuso agli studenti e al profetico auspicio di Gianni Letta (“L’università dell’Aquila tornerà a splendere più di prima del sisma”) aggiungerei “si chissà quando però!”.

Gli studenti, che non hanno ancora le pensiline dove aspettare l’autobus e ripararsi dalla calura estiva o dalla pioggia invernale, elecano i nomi che erano in prima fila nel giorno dell’inaugurazione del Polifunzionale, dall’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, l’ambasciatore dello stato di Israele in Italia Ghideon Meir, il capo di dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli, il commissario delegato per la ricostruzione Gianni Chiodi, il pro-rettore dell’Università de L’Aquila Roberto Volpe, il sindaco della città Massimo Cialente.

Il profetico auspicio di Gianni Letta – continua il rappresentante degli studenti Emiliano Pitottidiceva che l’università de L’Aquila sarebbe tornata a splendere più di prima.

La sua apertura è importante perché ospitando al suo interno anche una cucina mensa permetterebbe la chiusura delle attuali e sgangherate mense dentro i container e variare la loro destinazione d’uso ad ulteriori sale studio“.

Questi studenti credono nel loro diritto allo studio e all’accesso delle strutture universitarie costruite dopo il terremoto. L’auspicio è che ci credano anche le istituzioni :

Non sappiamo di chi sia la colpa e nemmeno ci interessa – conclude Pitottinon vogliamo neanche polemizzare sul passato perché crediamo ancora nell’Università dell’Aquila, ma non costringeteci a fare il contrario.

Ve lo chiediamo per favore, se serve anche in ginocchio, fateci solamente usufruire dei doni che ci hanno concesso“.

Danilo Ruberto

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