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2 novembre 2011

Sciopero della fame nelle carceri israeliane

Quando non c’è dialogo, nessuna azione, può considerarsi positiva.

Se poi sullo sfondo della questione si evidenziano matrici politiche e religiose, allora la questione si fa davvero complicata.

Da giorni infatti si parla della questione che ha portato allo sciopero della fame di alcuni detenuti detenuti palestinesi che si trovano rinchiusi nelle carceri israeliane.

Lo sciopero della fame è stato avviato il 27 settembre scorso da circa 50 detenuti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) nelle carceri di Rimon e Nafha, a cui hanno aderito più di 200 prigionieri di altre fazioni politiche. Lo scopo della protesta è quello di migliorare le condizioni dei carcerati, condizioni che sono drasticamente peggiorate dopo la dichiarazione fatta nel giugno scorso dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: introdurre delle misure restrittive per i prigionieri palestinesi per far pressione sul governo di Hamas che da cinque anni detiene il soldato israeliano Gilad Shalit.

Una questione annosa che verrà analizzata in una conferenza indetta dalla facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Cagliari il prossimo 3 novembre.

Sono previsti gli interventi di:
FAWZI ISMAILAssociazione amicizia Sardegna Palestina-

IRENE MELIS Amnesty International, Cagliari

WASIM DAHMASH Docente di lingua e letteratura araba.

Marco Cristofaro

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