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11 novembre 2011

Taranto e la nuova sede universitaria nel borgo antico: dopo un mese, il primo bilancio

La nuova sede Universitaria tarantina vuole diventare punto di partenza per un rilancio culturale dell’intera città ma gli studenti hanno bisogno di maggiori garanzie.È trascorso un mese dal trasferimento nella nuova sede nel borgo antico, presso l’ex convento di S. Francesco (poi caserma Rossarol), dell’Università di Taranto.
Le facoltà di Scienze della Formazione, di Giurisprudenza e di Lettere e Filosofia, dopo anni di attesa e diatribe politiche-burocratiche, hanno iniziato a vivere e operare in questo prestigioso convento trecentesco, restaurato e portato a nuovo splendore nel cuore pulsante di Taranto.

La nuova sede Universitaria tarantina, nata da un difficile ma proficuo rapporto tra il Comune e l’Università degli studi di Bari (il Comune di Taranto ha ceduto in comodato gratuito all’Università la struttura, impegnandosi a pagare anche i costi di manutenzione; i costi di gestione ricadranno invece sull’Università stessa), diventa punto di partenza per tutto il mondo universitario ionico, per la creazione di una Città Universitaria in grado di s-muovere cultura e non solo, nella città e in tutta la provincia. Come dire, il “contenitore” c’è ed è anche bello, ora è il momento dei “contenuti”: è il tempo di rimboccarsi le maniche per le istituzioni, per gli stessi movimenti studenteschi ma anche per tutta la cittadinanza, al fine di non ridurre questa sede ad un mero luogo di esami.

Intanto, in attesa degli arredi che facciano sembrare un po’ meno “precaria” la presenza degli studenti, del pieno rodaggio delle nuove aule e soprattutto delle nuove segreterie, di sviluppi in merito alla creazione di una casa dello studente, puntiamo l’attenzione sulla sicurezza e sulla legalità che dovrebbero circondare la nuova sede.

Assenza totale di parcheggi e di forze dell’ordine ma attenta presenza di parcheggiatori abusivi, smercio e consumo di fumo e marijuana, attenta “partecipazione” alla presenza delle studentesse universitarie da parte di alcuni avventori dei bar presenti nelle vicinanze, tutto questo in orari mattutini e quindi alla luce del sole e alla vista di tutti (anche di chi scrive), non rappresentano l’habitat naturale che un qualsiasi quartiere urbano dovrebbe avere tra le proprie peculiarità, meno che mai quello di una Università che ospita tra le altre, la facoltà di Giurisprudenza.

Non può bastare l’attribuzione di una o più facoltà universitarie ad un edificio, per dare lustro ad un borgo che necessità di interventi radicali e strutturali.
Le istituzioni locali non possono pensare che la scritta “Università” fuori da una facciata sia condizione necessaria e sufficiente per riqualificare l’Isola, l’antico centro storico di Taranto.
Gli studenti (e non solo) devono essere messi nella condizione di accedere sempre in piena sicurezza alla loro Università o, il rilancio culturale e sociale che questa nuova sede si è posta come obiettivo, fallirà ancora prima di cominciare.

Noi vigileremo. Speriamo lo faccia anche chi di dovere.

Davide Ronza

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