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13 novembre 2011

Unisa: Gian Piero Brunetta inaugura la Master Class Filmidea 2011-2012

Chi si aspettava un successone non è rimasto deluso!
Filmidea apre col botto la sua nona stagione.

A dare il via alla manifestazione, venerdì 11 Novembre, presso l’aula Imbucci dell’ex Dipartiemnto di scienze storiche e sociali dell’Università di Salerno, l’insigne prof. Gian Piero Brunetta, uno dei più grandi storici del cinema italiano.

Ordinario di Storia e critica del cinema presso l’Università degli Studi di Padova, Brunetta è autore di una fondamentale opera in quattro volumi sulla storia del cinema italiano.
Ha diretto varie collane cinematografiche e collaborato con il quotidiano La Repubblica e con numerose riviste letterarie e cinematografiche.
Ha, inoltre, ideato e curato programmi radiofonici e televisivi incentrati sulla storia del cinema italiano.

Dopo i consueti onori di casa, Brunetta ha subito preso la parola, illustrando ai numerosi giovani intervenuti per l’occasione quella che è l’idea di cinema che ha guidato da sempre la sua decennale carriera di critico ed esperto cinematografico:

“Il cinema il cinema è un luogo di memoria, che racconta microstorie, macrostorie, racconta la storia invisibile, la storia sociale, la storia al femminile, la storia culturale e quindi è storia di tante storie.

Il cinema racconta cosa siamo, cosa saremo, racconta come siamo stati, nel nostro passato sia remoto che prossimo, ci parla delle nostre speranze, delle nostre conquiste, dei nostri lutti, delle nsotre difficoltà. Il cinema è una macchina del tempo, una gigantesca incubatrice in cui si mescolano elementi differenti, spesso anche discordanti. Pensiamo al primo film italiano, La presa di Roma, quando per la prima volta gli italiani si sono seduti davanti allo schermo, per di più nel luogo che è stato teatro di uno degli eventi capitali della nostra storia unitaria. Quante cose sono successe da allora, eppure il cinema, nonostante le sue alterne vicissitudini, non ha mai perduto questa sua vocazione al racconto. C’è dentro tutto, un mondo di mondi.

I film di Rossellini, Fellini, Olmi e altri maestri ancora del cinema italiano parlano e ci parlano di come eravamo, ci parlano dell’italiano, della sua mentalità, ci dicono della nostra storia, della nostra identità.
Il cinema insomma è come una gigantesca rete neuronale in cui i nostri neuroni si accendono e spengono al ritmo della pellicola, al ritmo dei nostri bisogni espressivi e simbolici. Nel cinema troviamo tutto quello che siamo, tutto quello che vogliamo.”

La lezione scivola, così, quasi naturalmente, su quello che è il tema centrale di questa nona edizione, intitolata quest’anno IMMAGINI E IMMAGINARI DELLA NAZIONE – Dal Risorgimento ai giorni nostri: l’Unità d’Italia.

Una vicenda, quella unitaria, ripercorsa dal maestro attraverso quelle che possiamo considerare le tappe fondamentali del cinema “risorgimentale” italiano:

“Pensiamo non solo a “La Presa di Porta Pia” di Alberini, ma soprattutto a 1860 di Blasetti, un film che racchiude in sé tutta la tensione patriottica italiana. Pensiamo alle scenografie, ai testi, alla resa di personaggi ed ambienti. Pensiamo a Senso di Visconti, Il Gattopardo, o ancora il Brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi, Viva l’Italia di Rossellini, tutti film che ci raccontano il Risorgimento, quest’ansia di ricostruzione della storia nazionale secondo sensibilità di volta in volta differenti. Si tratta di film che portano addosso il segno di un bisogno di storicizzare per riconoscersi, sentito di volta in volta in maniera differente: il Risorgimento inteso come atto profetizzante del Fascismo durante il ventennio, il Risorgimento “politically correct” di Rossellini e via dicendo”.

La lezione è stata accompagnata dalla proiezione di alcuni filmati realizzati da Brunetta ed alcuni stretti collaboratori: una sorta di lunga carrellata, o per meglio dire, passeggiata cinematografica, tra i mille e più capolavori del cinema nostrano, dai primissimi anni (gli anni del muto e del divismo al femminile) agli anni dell’americanizzazione diffusa del cinema italiano, passando per le guerre mondiali, fino agli anni del boom economico, della commedia all’italiana ecc: Cabiria, Ma l’amore mio non muore, Miracolo a Milano, Ladri di biciclette, Roma città aperta, Il sorpasso, La Ciociara e molti altri ancora.

In chiusura consegna di una targa di ringraziamento al Maestro, che non ha mancato di sottolineare il suo personalissimo plauso all’iniziativa: “un progetto assolutamente meritorio, una tradizione culturale importante che conferma ogni volta la sua assoluta attrattiva ed originalità”.

Soddisfatti i presenti, accorsi numerosi da tutte le facoltà dell’Ateneo, i quali hanno tributato al prof. Brunetta un lungo applauso conclusivo.

Matteo Napoli

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