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7 novembre 2011

Unisa: gli studenti pronti alla mobilitazione del 17 novembre

Gli eventi dello scorso 15 ottobre sono stati solo l’inizio di ciò che si sta preparando per quella che sarà una nuova mobilitazione a livello mondiale in programma per il prossimo 17 novembre.

Per quel giorno, infatti, si prevederà una fitta organizzazione di eventi sia dentro che fuori le strutture della formazione e web, social network e siti delle organizzazioni che parteciperanno alle mobilitazioni danno man forte all’informazione e al reclutamento di forze per scendere nelle principali piazze mondiali accompagnati da un solo grido: “OCCUPY THE STREET… OCCUPY THE FUTURE!”.

Anche il collettivo di lettere e filosofia dell’Unisa si sta preparando al meglio per quest’evento e ha organizzato per domani, 8 novembre alle 12.30 presso l’aula 8 della facoltà di Lettere e Filosofia e giovedì prossimo, 10 novembre sempre alle 12.30 presso l’aula 126 della facoltà d’Ingegneria , due incontri per discutere della situazione nazionale e soprattutto di quello che sta succedendo all’interno del nostro ateneo.

Dal sito del collettivo si apprende come “Pochi giorni fa il nuovo Statuto dell’Università è stato approvato dal Senato Accademico. Lì dentro c’è la nuova organizzazione del Campus, dai Dipartimenti al Consiglio d’Amministrazione. Ma non solo: c’è anche il futuro dei nostri diritti. In un articolo si parla dei Diritti degli Studenti e delle Studentesse Universitarie e si rimanda ad una Carta che ne sancisca i termini. Noi –spiegano i ragazzi del collettivo- quella Carta l’abbiamo già consegnata al Rettore e alla Commissione. Vogliamo che venga approvata così com’è, affinchè finalmente gli studenti siano a pari diritti rispetto alle altre categorie e possano impugnarli di fronte ad abusi ed incongruenze nel proprio percorso di studi. Lì c’è la nostra proposta di Referendum Universitario: un nuovo modo di intendere la democrazia negli atenei e ampliare gli spazi di manovra della semplice comunità accademica, che sente il dovere e il senso civico di porre delle questioni alle Governance Accademiche. Per questi motivi e per tutti i disagi che provate nelle vostre facoltà, dal problema dell’esiguo numero degli appelli, per passare agli aberranti regolamenti per conseguire la laurea, al problema della pubblicità delle schede di valutazione che compilate tutti gli anni, il 17 NOVEMBRE, nella giornata mondiale degli studenti, è necessario scendere in piazza”.

I ragazzi del Collettivo, inoltre, avanzano una nuova proposta ritenendo importante “scendere a protestare nella piazza più importante: il nostro Campus”.

Infatti, da quanto si apprende la manifestazione del 17 novembre si terrà “nelle proprie facoltà, nelle proprie aule, senza aver paura di sembrare nascosti tra le montagne e insignificanti ai media, prendere coraggio e sentirsi realmente una comunità studentesca. Questa manifestazione -concludono- può darci l’opportunità di iniziare un percorso di riattivazione della sensibilità sui temi che ci coinvolgono come studenti e come cittadini, in un’università che troppo spesso appare dormiente”.

Speriamo che questa volta sia la volta giusta perché, da come si apprende dai vari siti di promozione di quest’evento: “Noi non giochiamo, perché il futuro in ballo è il nostro”.

Dora Della Sala

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