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23 dicembre 2011

Animali a rischio di estinzione e dimenticati.

Uno studio internazionale a cui hanno collaborato le università di Adelaide, Singapore, Santa Cruz (California) e Gottlingen (Germania) ha portato alla luce un dato drammatico: il 75 % delle specie animali presenti sul suolo statunitense rischia l’estinzione. E questo perché non sono state inserite nella Endangered Species Act list (o ESA list), l’elenco degli animali da proteggere, punto di riferimento legislativo per la protezione della biodiversità in America.

L’ESA list nacque nel 1973, sotto la presidenza Nixon. Fa parte di tutto un blocco di azioni legislative attuate in quegli anni per la salvaguardia dell’ambiente. Azione che ha dato frutti importanti: ben 227 specie animali sono state salvate in quasi 40 anni dalla ESA list.

Ora purtroppo la situazione è un po’ diversa: “La gestione del progetto nel corso degli anni è stata problematica: i fondi stanziati sono stati inadeguati, così come gli interventi politici” spiega Bert Harris, il ricercatore che ha condotto lo studio. Inoltre, per una serie di motivi (tra cui la vaghezza delle definizioni di “minaccia” e “rischio”, ad esempio), l’ESA possiede un impatto molto limitato.

E’ in corso comunque un timido tentativo per correre ai ripari: a luglio un accordo tra l’agenzia di protezione ambientale U. S. Fish and Wildlife Service e il Center for Biological Diversity americano ha messo in cantiere un progetto per proteggere entro i prossimi cinque anni molte delle specie ignorate dalla ESA list.

Tra gli animali su cui si concentreranno questi sforzi possiamo citare il gallo della salvia (un grosso uccello simile ad un fagiano), la rana dalle zampe gialle della Sierra Nevada, il pipistrello della Florida (di cui rimangono in vita nemmeno cento esemplari) e la salamandra dell’altopiano di Jollyville.

Ma altre centinaia di specie non sono ancora tutelate in nessun modo. La burocrazia folle e onnipresente e la crisi economica influiscono anche sugli interventi per salvare la Natura purtroppo.

Alberto De Luca

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