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30 dicembre 2011

Approvato il bilancio Uniba: ottimismo e conti che non quadrano…

Approvato ieri, 28 dicembre, all’unanimità il bilancio di previsione 2012 dell’Ateneo barese.
Nonostante gli ingenti tagli al finanziamento statale, si può registrare per il prossimo anno un avanzo di 4 milioni di euro sulla competenza.

E’ quanto ha dichiarato il rettore Corrado Petrocelli, nella sua relazione che accompagna il bilancio.
Nonostante i drastici tagli al finanziamento statale, l’Ateneo barese ha potuto, anche quest’anno, registrare traguardi importanti nell’ambito della didattica e della ricerca. Giova ricordare che siamo entrati per la prima volta nella classifica del Times fra le prime 400 Università del mondo, al 353° posto, tredicesimo ateneo tra gli italiani! La valutazione ministeriale sull’attuazione degli interventi realizzati nel 2011 con i fondi relativi alla programmazione triennale per lo sviluppo universitario ha visto l’Università di Bari collocarsi al 2° posto della graduatoria nazionale e può registrare sulla competenza un avanzo di amministrazione, per l’anno 2012, di € 4.316.986,98.”

L’impegno per l’anno che verrà sarà quello di potenziare l’offerta formativa, aumentare i fondi per la ricerca e la didattica, rafforzare le azioni di tutorato, orientamento e job placement.
Non mancheranno, secondo le intenzioni, interventi infrastrutturali quali la creazione del Campus di Valenzano, attualmente sede della Facoltà di Veterinaria, che vedrà un ampliamento con le Facoltà Agraria e Biotecnologie e la nascita del Campus umanistico nel centro della città di Bari.

Bisogna però fare i conti anche con la realtà del piano di rientro che non prospetta buone notizie.

Nel 2009, infatti, a seguito di scenari tutt’altro che rosei a cui andavano incontro le casse dell’Ateneo, si optò per un piano di rientro: un piano triennale consistente in tagli alle spese e vendita di immobili per recuperare il deficit milionario in cui era incorsa l’Università.

I conti al 2011 parlano chiaro: su 20,3 milioni di euro preventivati per la vendita degli immobili ne sono rientrati solo 3,8 e sono andati via 14 milioni di euro in più rispetto a quanto previsto per le spese di gestione.

Per realizzare l’avanzo di 4 milioni di euro stimato nella previsione di bilancio 2012, occorrerà quindi, vendere le proprietà finora incedute.
Il percorso si prospetta non senza ostacoli: l’asta per la vendita di uno di tali immobili, tenutasi qualche giorno fa, non ha visto nessun compratore farsi avanti e sarà ripetuta con una prezzo base ridotto del 5%.

Non perdiamo comunque l’ottimismo, una notizia è davvero buona: le tasse universitarie resteranno invariate, ovvero entro i limiti previsti dalla legge.

Francesca Martines

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