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6 dicembre 2011

Contratto di inserimento

Fino a settembre 2003 in Italia esisteva il contratto di formazione e lavoro. Questo contratto era subordinato a tempo determinato, con l’obbligo del datore di lavoro ad offrire una formazione specifica nel campo in cui si stava operando.

A differenza del contratto di apprendistato, che ha una durata non inferiore ai due anni e non superiore ai sei, il contratto di formazione e lavoro aveva una durata dai 12 ai 24 mesi, solo in un caso il lavoratore veniva assunto a tempo indeterminato, cioè in mancanza della forma scritta ad substantiam in occasione della stipula del contratto.

Con il decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276, attuativo della legge 14 febbraio 2003 n. 30, meglio nota come Legge-Biagi, il contratto di formazione e lavoro è stato sostituito dal contratto di inserimento.

Con l’introduzione di questo contratto la finalità del legislatore è quella di inserire nel mercato del lavoro alcune categorie di persone che con la stipula del contratto devono essere garantite dal fatto che alla fine del percorso hanno acquisito competenze professionali attraverso la cosidetta formazione on the job, potendo entrare ma anche rientrare nel mondo del lavoro.

Ma quali sono le differenze principali tra il contratto di formazione e lavoro e quelle di inserimento?

La prima differenza sono al pubblico a cui si rivolgono. Se il contratto di formazione e lavoro si rivolgeva ad una cerchia ristretta, cioè solo ai giovani dai quindici ai ventinove, nel contratto di inserimento la cerchia si allarga, si alza l’età dei giovani dai diociotto ai ventinove anni, ma si rivolgono anche a persone disoccupate di lunga durata da ventinove fino a trentadue anni; di lavoratori con più di cinquanta anni di età che siano privi di un posto di lavoro; di lavoratori che desiderino riprendere un’attività lavorativa e non abbiano lavorato per almeno due anni; donne di qualsiasi età residenti in un’area geografica disagiata; persone affette da gravi handicap fisici o psichici.

Il contratto di inserimento, a differenza di quello di formazione e lavoro, non è rinnovabile. Ha una durata massima di diciotto mesi, a fronte dei ventiquattro stabiliti dal contratto di formazione e lavoro. E in entrambi i casi, se il contratto non ha i requisiti adatti, viene considerato nullo per poi convertirsi in un ordinario rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Fabio Gioia

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